L’ASP di Ragusa rafforza il proprio impegno nella cooperazione sanitaria internazionale portando competenze cliniche, formazione e assistenza specialistica nei contesti più fragili del mondo. Nei giorni scorsi, presso la Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani, nell’ambito di un’iniziativa ospitata al Senato della Repubblica, è stata presentata la nuova missione umanitaria che vedrà protagonisti il professor Roy […]
A Casuzze sono i bambini a dover pulire una piazzetta
22 Ago 2017 16:25
“Le amministrazioni comunali cambiano ma neppure questo è servito per imprimere la dovuta spinta nella giusta direzione. E così la pulizia di alcuni luoghi di aggregazione resta sempre un miraggio”. Lo dice il consigliere comunale di Ragusa, Gianluca Morando, mettendo in luce quanto accaduto nei giorni scorsi a Casuzze, frazione rivierasca di Santa Croce Camerina, dove lo stesso, come tanti altri cittadini ragusani, risiede durante le vacanze estive. “Purtroppo – sottolinea Morando – il leit motiv è sempre lo stesso. Casuzze continua ad essere trascurata. E non importa di quale colore sia la giunta che governa la cittadina di Santa Croce. Il risultato è sempre lo stesso. Con l’aggravante che alcuni bambini che dimorano nei pressi, pur di potere giocare come meglio ritengono, si sono armati di ramazze e secchi per ripulire la piazzetta Naxos. Devo sottolineare l’alto senso civico di questi ragazzini ma allo stesso tempo non posso fare a meno di evidenziare che non è così che dovrebbe andare. Non dovrebbero essere i più piccoli a pulire i luoghi principali di aggregazione di qualsiasi zona della nostra costa. Quello che è accaduto deve spingere tutti a fare una riflessione. E, soprattutto, deve responsabilizzare gli adulti, soprattutto quelli che si trovano nelle stanze dei bottoni, ad assumere decisioni specifiche. Non è possibile che si verifichino cose del genere. Mi auguro che il sindaco di Santa Croce Camerina, Giovanni Barone, prenda atto di quanto accaduto, ringrazi l’elevato senso civico di questi piccoli cittadini e faccia il possibile perché non debba più ripetersi una cosa del genere”.
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