Classe insegnanti sempre più frustrata

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La classe insegnante, la più frustrata, sia nell’immaginario collettivo (i docenti hanno tre mesi di ferie), sia per chi non sa che cosa significhi insegnare e denuncia il fatto che questi hanno 18 ore alla settimana di lavoro, senza considerare il lavoro invisibile, correzione, formazione, aggiornamento ed avere anche a  che  fare con la crescita di persone e di individui, con quel che questo comporta, a livello psicologico e di stress.

In una interessantissima intervista, su Oggiscuola.it  Alessandro Barbero , professore e scrittore, affronta la tematica e consiglia ai docenti di reagire e di farsi classe vera, non accettando supinamente il potere del dirigente, ad esempio, di rifiutarsi di riempire scartoffie non condivisibili, di non aver paura, insomma, di accattivarsi simpatie e di evitare, diciamo noi, di essere YES MAN, la classe emergente del futuro, acritica e interessata ai piccoli o grandi bisogni personali.

Veniamo al dunque: il governo nel suo modo di agire, invece di fare aumenti ai docenti o il contratto, bloccato dal 2007(  propone 16 euro netti nel 2018), ha assegnato i BONUS DI MERITO ai docenti reputati meritevoli , che il Dirigente Scolastico elargisce su criteri vari (quanto va bene, questi vengono stabiliti dal Collegio Docenti), ma anche personali.

Questi, i bonus , hanno creato nelle scuole un clima di malessere e frustrazioni tra i docenti, che ci inducono a delle riflessioni:

La classe è divisa, anzi si sono creati docenti di serie A e docenti di serie B, che non è per niente auspicabile in un ambiente di lavoro. Effettivamente,   ci sono docenti  che fanno più ore ,ma queste (le ore), diciamo noi, dovrebbero essere pagate come straordinario e non come merito. Inoltre, adducono alcuni ,   e siamo d’accordo, il merito dovrebbe essere riconosciuto, in quanto ci sono quelli che fanno di meno e altri che fanno di più.

Ma chi dovrebbe stabilire questo? Criteri nazionali, concorsi nazionali, su cui confrontarsi anche nella didattica e nella preparazione complessiva, o il Dirigente scolastico, che sta diventando sempre più manager e meno pedagogico, nella maggior parte dei casi?

Quello che sembra un discorso accademico, in realtà coinvolge migliaia di docenti di tutto il territorio nazionale, che si lamenta sui social network , ma non reagisce, aspettando, ad esempio, che qualche sindacato affronti la questione. In realtà, se i docenti vogliono diventare classe non manovrabile, non dovrebbero accettare lo status quo e fare proposte concrete.

PROPOSTA AI DOCENTI PER LE SCUOLE

Che ne dite, colleghi, dal momento che vi lamentate nei corridoi del BONUS MERITO assegnato dai dirigenti , che ha creato docenti di serie A e di Serie B, se questo si investa sui ragazzi H, incrementando progetti pomeridiani come equitazione, piscina ecc, o in Progetti culturali, come visite alle aree archeologiche, nei siti antichi della Sicilia, per far sì che i giovani conoscano la loro terra e storia, o in Progetti di rimodernamento delle strutture scolastiche?
Proprio, per dirla con il professore Barbero, reagiamo alle proposte governative, che ci vogliono dividere e siamo coerenti col nostro modo di essere.

RIPRENDIAMOCI LA DIGNITA’!

Rosanna Bocchieri

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