Casi oncologici che attendono oltre i tempi previsti e mancanze di tutele da parte di Asp. E’ questa la nuova denuncia portata avanti dal Movimento Civico articolo 32 che registra una forte contrapposizione tra l’impegno del personale medico e sanitario e le difficoltà organizzative dell’Azienda sanitaria provinciale. Una segnalazione che mette in luce due casi […]
Il neonato “Centristi per Ragusa” punta il dito sulle procedure di trasferimento del nuovo ospedale
30 Giu 2017 07:36
Riunione, ieri sera, del neonato
gruppo dei Centristi x Ragusa che, sotto la guida di Giulio Maltese intende
mettere in luce tutte le anomalie presenti in città, fornendo soluzioni
alternative e indicando quali i migliori percorsi da sviluppare per riuscire a
rilanciare le ambizioni di un centro urbano che sta scontando troppo gli
effetti negativi di scelte sbagliate. Alla presenza dell’on. Orazio Ragusa, i
Centristi x Ragusa hanno messo soprattutto a fuoco la grave situazione che, in
questi giorni, sta interessando l’erogazione dei servizi sanitari a causa del
trasferimento ancora in corso dai vecchi al nuovo ospedale la cui apertura,
prima fissata al 26 giugno, è stata rinviata ai prossimi giorni. “Continuiamo a
registrare – sottolineano i Centristi x Ragusa – tutta una serie di disagi che
si stanno ripercuotendo in maniera seria sulle primarie necessità dei nostri
concittadini. I pazienti e gli utenti non hanno più nessun tipo di certezza. E
sono dirottati ovunque, anche negli altri ospedali provinciali, creando una
serie di complessità nella gestione dei presidi ospedalieri che, unita alle problematiche
già presenti, suscitano un malumore diffuso e generalizzato per la mancanza di
punti di riferimento. E, per fortuna, non è accaduto, almeno finora, nulla di
particolarmente grave. Chiediamo, dunque, ai vertici Asp di accelerare il
processo di trasferimento delle strutture, di definire le soluzioni e soprattutto
di arrivare al più presto all’apertura del Giovanni Paolo II eliminando questa
fase di incertezza che, è chiaro, non aiuta la nostra cittadinanza ma, anzi,
crea inevitabili situazioni di esasperazione”.
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