DURO ATTACCO DEI CONSIGLIERI DI FRATELLI D’ITALIA AL SINDACO DI VITTORIA

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“Dobbiamo necessariamente complimentarci con il nostro Sindaco Giuseppe Nicosia che con machiavellica bravura è riuscito a redigere un trattato di mal governo e cattiva amministrazione da tramandare ai posteri per farne un caso di studio di pessima condotta”.

Ad affermarlo i Consiglieri di Fratelli d’Italia Giovanni Moscato e Andrea Nicosia i quali continuano aggiungendo che “questo trattato di cattiva amministrazione è contenuto nelle pagine e nelle cifre del bilancio consuntivo dell’Emaia 2014. Un bilancio che dimostra in maniera inequivocabile il fallimento del sistema feudale del Sindaco e dei suoi accoliti siano essi Salvatore Di Falco, Giovanni Denaro, Angelo Fraschilla o Paolo Sbezzo”.

“La pietra miliare del disastro che segna il confine verso il baratro è la perdita d’esercizio che è passata da 200mila euro a 938mila euro per l’azienda Emaia. Il Sindaco Nicosia e i suoi amministratori” – spiegano i Consiglieri Moscato e Nicosia – “hanno quadruplicato le perdite dell’Emaia. E come se non bastasse a questo dato si aggiunge l’aumento dei debiti oggi pari a 2milioni e 800mila euro, quindi un incremento di quasi 1 milione rispetto all’anno precedente”.

“Il mirabolante trattato di malgoverno, uno dei tanti scritti dal Partito Democratico di Vittoria, prosegue rilevando un valore del patrimonio netto dimezzato passato da 2milioni e 100mila euro a poco più di un milione. Il risultato è quello di avere una Fiera Emaia sempre meno credibile e sempre più povera”.

“Un altro fallimento sono state le Fiere organizzate nel 2014: ben 5 eventi su 5 hanno perdite milionarie. Si passa dagli oltre 46mila euro di Medexpo ai quasi 79mila di Motoexpo. Per non parlare dei 100mila euro della Campionari, dei 74mila euro di Agrem e dei 62mila di Kamò”.

“Quello che si evince” – tuonano i Consiglieri di Fratelli d’Italia – “è una gestione fallimentare dell’Emaia e il principale responsabile è il sindaco Giuseppe Nicosia che governa la città di Vittoria da quasi 10 anni e che per altrettanti è stato vicesindaco”.

“Eppure le nostre battaglie tese a salvare l’Emaia e Vittoria dal feudalesimo di Nicosia, il caso Dezio docet, avevano comunque portato gli amministratori a nominare un commissario, il dottor Sulsenti, per cercare di fare uscire l’ente fieristico dal guado pur con scelte dolorose come la cassa integrazione dei dipendenti”.

“Esprimiamo apprezzamento” – sottolineano Moscato e Nicosia – “per l’operato del commissario Sulsenti che ha lavorato proficuamente e a titolo gratuito dando il “la” a un percorso virtuoso e di austerità. Il direttore Di Blasi aveva dimezzato la sua indennità e insieme stavano cercando di colmare il debito verso i fornitori”.

“In Consiglio avevamo approvato un’anticipazione di 250mila euro per salvare l’ente ma, alla luce dei numeri disastrosi contenuti nel consuntivo di bilancio, possiamo affermare che quanto fatto dai Consiglieri, dal Commissario e dal Direttore è stato un lavoro inutile: i problemi si sono aggravati in maniera esponenziale e il Sindaco ha continuato ad utilizzare l’Emaia per i propri scopi elettorali servendosene con inaudita sfacciataggine come un collocamento per la ricerca di consenso”.

“Se Nicosia fosse stato l’amministratore di un’azienda privata” – concludono i Consiglieri – “la proprietà l’avrebbe licenziato in tronco. Il Pd ha dato l’ennesima dimostrazione di non saper governare la cosa pubblica. Sono abilissimi invece a distruggere le aziende che gestiscono basti pensare alla fine che ha fatto l’Amiu sommersa dai debiti. Gli uomini del Pd (Di Falco, Fraschilla, Denaro, Sbezzo) hanno distrutto l’Emaia e adesso il Sindaco ha interrotto il percorso di risanamento esautorando il commissario Sulsenti per piazzare gente senza alcuna esperienza gestionale come Tolomeo. Purtroppo il declino dell’Emaia è irreversibile: un’azienda con 3 milioni di euro di debiti e che non produce utili. Complimenti a Nicosia e al PD, verranno ricordati per coloro che sono riusciti a distruggere AMIU e EMAIA, un incubo per la città. E questo è l’ultimo capitolo di una storia triste e squallida che penalizza e umilia Vittoria e i vittoriesi e non vediamo l’ora che finisca questo calvario per la comunità.”

 

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