LA LADRA DI UOMINI CHE AFFONDA LE SUE RADICI NE “LA LUPA “ DI VERGA

Grande affluenza di pubblico per lo spettacolo teatrale  “La lupa” di Giovanni Verga su adattamento di Micaela Miano  organizzato in città dall’associazione Abc alla Scuola dello Sport di via Magna Grecia per la stagione di “Teatro In Primo Piano”. In scena nei panni  di  Gna’ Pina Lina Sastri, una lupa nuova e  meno negativa  di come appariva  alla fine dell’Ottocento nel romanzo del Verga. La Sastri si è contraddistinta ancora una volta  non solo per la sua voce ammaliante  ma anche per la sua grande versatilità  di  attrice  di successo.  La piéce ha forse trattato una parte limitata del romanzo verghiano e molti avrebbero voluto vedere di più.  Il pathos si è concentrato sulla figura di Gna’ Pina e questo nuovo adattamento di Micaela Miano  sembra abbia voluto  dare alla piéce una ventata di contemporaneità   che può lasciare tra i fedelissimi del romanzo ottocentesco un po’ di perplessità.  Questa  però è una lupa innamorata  che vive  più liberamente la sua sessualità anche se  in un ambiente ancora troppo  radicato nella morale contadina . Ma sarà la sua stessa gente  che le  farà da spalla attraverso i vari personaggi per uscir fuori da quella incestuosa situazione che ha visto come amanti una suocera ed un genero. In scena sono più le donne a farla da padrona . Tra le donne contadine ricordiamo le interpretazioni di  Giulia  Fiume, apparsa recentemente nella nuova serie televisiva di Don Matteo,  nei panni della contadina,  di Clelia Piscitello, Eleonora Tiberia, Valeria Panepinto.  Saranno proprio  le  donne  che  non  condanneranno  la lupa ma che nello stesso tempo  non  l’assolveranno . L’unico consiglio è quello di allontanarsi dal paese per non turbare più Nanni e soprattutto la tranquillità della figlia. Rispettata, infatti, in quest’unica soluzione e astensione di giudizi  la politica verghiana, quella che fa prendere in mano il proprio destino, quella che fa spazio alla descrizione dei sentimenti così come appaiono  nonostante  i pregiudizi ,  le piccole regole sociali  e i sacrifici.   La regia  di Guglielmo Ferro  ha dato alla storia una sicilianità nuova  in cui le donne mostrano la loro voglia di libertà.  La campagna siciliana in questa piéce teatrale poteva anche non esserci come contorno ma ha segnato certamente quel salto temporale di circa 200 anni sottolineando una verità: l’amore o la sessualità non hanno età né tempo, sia in una metropoli dei nostri giorni che in una campagna di fine Ottocento.  La solitudine delle donne è tale da indurre ,  allora come adesso , al grande sacrificio della propria vita.  E condurrà Nanni, interpretato da Giuseppe Zeno, a sferrare un colpo finale sul suo corpo con lo stesso impeto con cui l’ha amata. Una lupa ancora violenta, aggressiva ma soprattutto fragile e  vittima dei suoi stessi sentimenti e soprattutto della sua grande passionalità. La Sastri ha già portato in scena “La Lupa” nei teatri di mezza Italia riscuotendo un successo straordinario  e ritornerà domenica prossima per ripetere lo spettacolo agli abbonati  della stagione “Teatro in primo piano”

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