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“VA BENE PIAZZA DELL’UNITA’ D’ITALIA: MA PERCHE’ NON FARE IL REFERENDUM”
18 Mar 2011 14:06
L’Amministrazione comunale ha avuto fretta nella scelta del nuovo nome per la piazza principale di Ispica che vedrà la luce dopo i lavori di rifacimento e di riunificazione delle due piazze esistenti, Piazza Regina Margherita e Piazza Maria José. Lo sostiene il segretario del Partito Democratico cittadino, Gianni Stornello, dopo l’annuncio dell’intitolazione della nuova piazza all’Unità d’Italia, dato ieri, proprio nel corso delle celebrazioni del 150° anniversario dell’unità nazionale. Vengono così spente le speranze di quanti pensavano a un coinvolgimento della città nella scelta del nuovo nome, dopo il dibattito nato per iniziativa proprio del PD.
“Hanno avuto fretta – dichiara Stornello – sicuramente per la fregola di fare un annuncio ad effetto nel discorso commemorativo dell’Unità d’Italia. Avevamo riposto grande fiducia nelle assicurazioni degli amministratori comunali che avevano preso l’impegno di sentire la cittadinanza su questo argomento, specie dopo la voglia di partecipazione che si era sviluppata dopo il lancio della nostra consultazione che ha conosciuto anche su Facebook momenti di confronto molto significativi. Contando su questo e sul fatto che i lavori della nuova piazza sono ancora in corso, stavamo avviando la procedure per l’indizione di un referendum cittadino che – spiega il segretario del PD – per potersi svolgere aveva bisogno di un regolamento apposito che, stranamente, il Comune di Ispica non ha ancora. Per questo, noi e Libertà e Buongoverno, abbiamo anche richiesto la convocazione del Consiglio comunale. Devo dire che il toponimo “Piazza dell’Unità d’Italia” è fra i più proposti nel gruppo su Facebook e trova ampi consensi in città, anche se è considerevole il numero di quanti volevano che si lasciasse tutto com’era. Il problema è un altro e l’abbiamo percepito ieri, proprio dopo la manifestazione commemorativa, incontrando diverse persone che ci hanno trasmetto tutta la loro mortificazione per il metodo seguito. La gente ha voglia di partecipare, sente, come è giusto che sia, la città come propria, proprio sul problema della nuova piazza ha già subito l’onta del progetto approvato nelle segrete stanze del “palazzo”, mentre altrove si fanno per casi simili quanto meno i concorsi di idee. Insomma – conclude il segretario del Partito Democratico – l’Amministrazione comunale ha perso un’occasione per guadagnare in sensibilità democratica quanto meno nella scelta del nome della nuova piazza principale”.
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