UNIVERSITA’ DI RAGUSA INCONTRO RETTORE CONSORZIO E STUDENTI

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RagusaOggi ha abbandonato per protesta la sala delle riunioni della Facoltà di Lingue a Ragusa proprio al momento in cui il rettore Recca si era allontanato ed una rappresentante degli studenti parlava a vuoto visto che erano presenti solo i massimi rappresentanti del Consorzio, il presidente della provincia Antoci, il vice sindaco Cosentini con l’assessore Tasca ed il Presidente il vice presidente e il direttore del Consorzio universitario. Fino a quando  siamo stati in aula ci è sembrato di assistere ad un rito pasquale di pace dopo le guerre che tutti si son fatte per i debiti accumulati (si dice) dal Consorzio nei confronti dell’Università. Il rettore Recca dopo l’esordio del rappresentante degli studenti Pavia di cui riportiamo in calce integralmente il testo del suo intervento, ha imbroccato la strada dell’amicizia e con un discorso zucchero e miele ha detto che era venuto per ascoltare i ragazzi, gli studenti per vedere quali sono le esigenze loro e le richieste di miglioramento della didattica. Una sorta di “volemose bene” dopo le pesanti parole che da qui a qualche mese fa lanciava da Catania nei confronti del Consorzio universitario ibleo. Anche l’intervento del Preside Zago e dei rappresentanti del Consorzio è stato improntato quanto meno a prudenza. Meglio così perché con la crisi nella crisi si rischiava di inasprire i rapporti fra i due Organismi. Ora si può andare avanti sicuri e tranquilli perchè Ragusa pagherà e il rettore Recca ha appianato i conti dell’Università anche con la Regione. Meglio di così… Ed ora il discorso integrale di Pavia.

Magnifico Rettore, gentili Ospiti, a nome degli studenti della Facoltà di Lingue e Letterature straniere di Ragusa Vi dò il benvenuto e Vi ringrazio per aver accettato l’invito a partecipare a questa nostra assemblea.

Non è usuale che il Rettore partecipi ad un’assemblea studentesca e ciò assume, in questa circostanza, un valore particolare, sia in relazione al percorso che ci ha portato sin qui, sia in relazione a quello che sarà il futuro della nostra Facoltà che diventerà, dal prossimo anno accademico, “Struttura didattica Speciale di Lingue e Letterature straniere”.

Naturalmente non possiamo non tenere in considerazione le difficoltà che oggi caratterizzano la vita economica e sociale del nostro Paese.

Di questo gli studenti sono pienamente consapevoli ma, per altro verso, è vivo in noi il desiderio di guardare oltre, nella consapevolezza che la crisi attuale può e deve rappresentare una risorsa per portare, nella vita di tutti noi, quelle trasformazioni che aspettiamo da tempo.

In questo, seppur difficile, contesto è stata istituita a Ragusa la realtà che chiamiamo “Struttura didattica Speciale”.

Nei mesi scorsi si è discusso molto dei cambiamenti indotti dalla c.d. Riforma Gelmini, che ha comportato da un lato la necessità di profonde modifiche alla vita delle università e che si sono concretizzate nella riforma dei rispettivi statuti ma, d’altra parte abbiamo dovuto assistere ad una drastica, se non insopportabile, riduzione delle risorse a disposizione.

È nota la posizione fortemente critica degli studenti, e non solo degli studenti, con la quale si intende difendere ad oltranza l’università e l’istruzione pubblica ma, con realismo, bisogna prendere atto che un impiego attento ed oculato delle scarse risorse a disposizione deve avere per tutti carattere prioritario ed inderogabile.

Per queste ragioni noi, studenti della Facoltà di Lingue e Letterature straniere di Ragusa, abbiamo deciso di fare la nostra parte da protagonisti, rifiutando quella di spettatori passivi e prendendo in mano il nostro destino.

Noi siamo convinti che la componente studentesca rappresenti un interlocutore indispensabile nella dialettica tra i vari attori della vicenda universitaria che in questi giorni ci coinvolge e, per tale ragione, abbiamo invitato qui oggi tutti i protagonisti di questa vicenda.

Ciò perché intendiamo stabilire dei punti fermi che per noi sono imprescindibili.

Continuando perciò l’iniziativa avviata a partire dall’assemblea del 18 gennaio scorso e nel rispetto della mozione approvata all’unanimità in quella sede, consideriamo l’incontro di oggi come un momento nodale e decisivo per conoscere le intenzioni delle parti in causa, in relazione agli sviluppi futuri che ci vedranno coinvolti.

Siamo certi che, com’è sempre avvenuto, non mancheranno dalla nostra Università, nella persona del nostro Rettore, risposte precise e puntuali su ciò che potrà rappresentare per gli studenti di Ragusa la trasformazione della Facoltà in Struttura didattica Speciale.

Tutto ciò che di bene verrà agli studenti, avrà senz’altro riflessi importanti nella vita di questa città e di questo territorio, rendendo realmente attraente studiare a Ragusa.

Speriamo di non dover più sentire, come ci è capitato di sentire dalla bocca di un ministro della Repubblica, frasi del tipo “con la cultura non si mangia” , ma chiediamo ai rappresentanti delle istituzioni locali che finalmente si valorizzi davvero la presenza dell’università quale propulsore di sviluppo, capace di creare ricchezza, e che si considerino le risorse impiegate in questa direzione come un vero e proprio investimento e non, semplicisticamente, come una spesa.

Non è difficile infatti calcolare il moltiplicatore delle risorse impiegate ed ottenere così il valore della ricchezza prodotta per la nostra comunità.

Ci auguriamo perciò, per il futuro, di non dover più assistere a sterili mercanteggiamenti come quelli che, non troppo tempo fa, hanno portato alla consistente riduzione delle risorse stanziate in favore dell’università da parte della Provincia regionale.

Chiediamo poi che vi sia un impegno prioritario perché vengano adeguati i servizi cittadini di accoglienza e di trasporto, per consentire quell’indispensabile mobilità che eviti agli studenti l’isolamento, oppure di trovarsi nella paradossale situazione di dover impiegare più tempo per giungere a Ragusa Ibla da Ragusa superiore, di quanto non ne impieghino per giungere a Ragusa dalle proprie sedi di residenza. Ricordo che, in questa Facoltà, circa l’80% degli studenti viene da fuori.

Gli studenti, attraverso i propri rappresentanti, sono quotidianamente impegnati in altre sedi, quelle più appropriate, nel ricercare la soluzione ai molteplici concreti problemi che li riguardano, ma qui mi preme ancora una volta ribadire che gli studenti della Facoltà di Lingue e Letterature straniere non intendono delegare a nessuno, chiunque esso sia, la gestione di qualsiasi problematica li riguardi e li coinvolga e perciò si faranno promotori di tutte quelle iniziative da loro ritenute idonee a non disperdere gli sforzi fatti fino ad oggi, al fine di rendere il proprio percorso formativo un percorso di sicura eccellenza.

Magnifico Rettore, nel concludere il mio intervento, desidero complimentarmi con Lei, con gli Organi di Governo, i dirigenti dell’Ateneo e tutto il personale per l’impegno sempre ampiamente profuso e che ha reso possibile questa nostra bella realtà.

Nella certezza di rappresentare il sentimento unanime degli studenti, rivolgo infine un ringraziamento di vero cuore al nostro Preside, Prof. Nunzio Zago, a tutti i docenti e a coloro che qui hanno lavorato, e continuano a farlo senza risparmiarsi, affinché la qualità degli studi rimanga al livello più alto possibile.

Vi ringrazio.

 

 

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