La sanità ragusana si mette in movimento per raggiungere chi rischia di rimanere ai margini delle cure. Sono stati consegnati questa mattina, nel piazzale antistante il P.O. “Giovanni Paolo II” di Ragusa, i due nuovi motorhome clinici acquistati dall’ASP nell’ambito del Programma Nazionale Equità nella Salute 2021-2027, con un investimento complessivo di 490 mila euro. […]
Tre giovani feriti e il giallo del monopattino: cosa è successo davvero a Scicli?
12 Set 2026 08:51
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Sotto esame sono le registrazioni contenute nelle postazioni di videosorveglianza nel tratto cittadino che và da via Lodderi a corso Garibaldi. Dai frame si cerca di capire cosa ci sia di vero sul racconto fatto da tre ragazzi i quali avrebbero detto, agli agenti intervenuti, di essersi feriti cadendo da un monopattino. Il fatto sarebbe accaduto domenica scorsa ed i tre feriti vivono i postumi delle ferite e dei traumi riportati. La Polizia Locale li avrebbe soccorsi assieme al personale del 118 nel primo pomeriggio di domenica scorsa su corso Garibaldi, un’arteria cittadina distante da via Lodderi che è la strada che conduce a Donnalucata ed a Playa Grande con un percorso interno e periferico alla città.
I tre giovani avrebbero riportato chi fratture agli arti e chi danni all’addome superiore. C’è da chiarire cosa realmente sia accaduto: si cerca di ricostruire l’episodio nei minimi particolari, si cerca pure il monopattino dal quale sarebbero caduti ed ancora si cerca di capire come i tre, nonostante siano rimasti feriti, siano riusciti a raggiungere corso Garibaldi alquanto distante dalla periferica via Lodderi. Capire se qualcuno li ha aiutati, se siano rimasti vittime di pestaggio, se realmente si sia davanti ad un incidente stradale. Il fatto che i protagonisti siano dei ragazzi, degli individui di giovane età mette una certa preoccupazione perchè solleva il problema di cosa accade in questa società che sta finendo allo sbando. Ragazzi che scompaiono (vedi il caso che si è registrato nell’Ipparino), ragazzi che rimangono feriti in circostante non chiare, ragazzi che vivono bivaccando nei luoghi di ritrovo della città. E’ allarme sociale, di questo oggi la comunità ed il suo territorio ne sono certi.
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