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Sangue: il caldo frena le donazioni. Ma il sistema Ragusa continua a reggere
12 Set 2026 07:57
Il caldo eccezionale dell’estate 2026 ha lasciato il segno anche sulle donazioni di sangue. Secondo il Centro Nazionale Sangue, a giugno la raccolta nazionale è diminuita dello 0,5% rispetto allo stesso mese del 2025 e a luglio dell’1,1%, con circa 2.100 sacche in meno. E tra le regioni dove le difficoltà non sono ancora del tutto superate viene indicata la Sicilia.
In provincia di Ragusa è accaduto il contrario e non è una novità. Nei mesi di luglio e agosto sono state raccolte 7.230 unità di sangue e plasma, il dato più alto mai registrato nel territorio nello stesso periodo dell’anno. Le donazioni sono state sufficienti a coprire il fabbisogno locale e a sostenere anche altre realtà in difficoltà, secondo quanto comunicato dall’Avis provinciale.
Ma perché il sistema ragusano sembra resistere meglio all’estate?Una prima risposta arriva dai n umeri degli anni precedenti. La tenuta nei mesi caldi non nasce nel 2026. Nel luglio-agosto 2016 le donazioni provinciali erano state 5.988; nel 2020 erano salite a 6.775, nel 2022 a 7.054 e nel 2025 avevano raggiunto quota 7.203. Il nuovo record di 7.230 unità rappresenta quindi un ulteriore incremento, seppure contenuto, rispetto a un livello che era già molto elevato.
C’è poi la capillarità della raccolta. L’Avis è presente in numerosi centri della provincia e negli anni ha cercato di rendere più semplice donare anche durante il periodo estivo. Un esempio significativo è Marina di Ragusa. Nel bilancio dell’estate 2025 la stessa Avis indicava il punto di raccolta della frazione marinara come uno dei “fattori critici di successo”: 92 donazioni nel solo mese di luglio e 148 ad agosto, grazie anche all’aumento delle sedute settimanali proprio nel periodo di maggiore presenza sulla costa.
Il caldo può scoraggiare gli spostamenti, le ferie modificano le abitudini e una sacca di sangue ha una durata limitata. La direttrice del Centro Nazionale Sangue, Luciana Teofili, ha ricordato ieri che un’unità si conserva per 42 giorni: se luglio non consente di accumulare scorte sufficienti, agosto può diventare il mese più critico.
Ragusa ha costruito negli anni una risposta basata soprattutto sulla continuità: una base ampia di donatori, punti di raccolta distribuiti sul territorio e un’organizzazione capace di non fermarsi quando iniziano ferie e alte temperature. Nel 2025 le nuove iscrizioni all’Avis in provincia erano state 2.433, delle quali 465 riferite a diciottenni.
Il risultato del 2026 non significa comunque che il problema sia risolto. La stessa Avis provinciale invita a non abbassare la guardia, perché l’autosufficienza non riguarda soltanto Ragusa: il sangue raccolto qui entra in un sistema regionale e nazionale fondato sulla compensazione tra territori.
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