Taekwondo, educazione e prevenzione: Santa Croce Camerina fa squadra contro la violenza sulle donne

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La Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, celebrata il 25 novembre, è stata a Santa Croce Camerina molto più di un momento simbolico: si è trasformata in un’occasione di impegno concreto, partecipazione attiva e costruzione di nuove consapevolezze.
Protagonisti dell’iniziativa: la Dott.ssa Marianna Cuciti, Psicologa e Referente del Movimento Territorio, insieme al Maestro Salvatore Giandinoto, Direttore Tecnico dell’ASD Taekwondo Kamarina.

Un evento partecipato, sentito e orientato all’azione

Il pomeriggio ha registrato un’ampia partecipazione di cittadini, professionisti e volontari, generando un clima di ascolto, confronto e collaborazione. Un’atmosfera che ha trasformato l’evento in un vero e proprio spazio educativo, dove informazione e prevenzione sono diventati strumenti condivisi per contrastare ogni forma di violenza.

In un momento storico in cui parlare di violenza di genere è urgente e necessario, il Movimento Territorio e l’ASD Taekwondo Kamarina hanno scelto di andare oltre la semplice sensibilizzazione, mettendo al centro azioni concrete, competenze professionali e impegno diretto.

Sport ed educazione: il ruolo dell’ASD Taekwondo Kamarina

Il contributo dell’associazione sportiva è stato fondamentale.
Il Maestro Giandinoto ha sottolineato come lo sport – e in particolare il taekwondo – trasmetta rispetto, disciplina, autoconsapevolezza e ascolto, valori essenziali per costruire una cultura del rispetto e della responsabilità.
La presenza dell’ASD Kamarina ha rafforzato un messaggio chiaro: la prevenzione passa anche dall’educazione, soprattutto dei più giovani.

Prevenzione, ascolto e strumenti: la comunità che agisce

L’incontro si è trasformato in un percorso condiviso di riflessione, formazione e vicinanza ai servizi.
La Dott.ssa Cuciti ha evidenziato l’importanza di offrire strumenti pratici, informazioni, riferimenti e risorse a chi vive situazioni di vulnerabilità.
Sensibilizzare è importante, ma non basta: occorre ascoltare, spiegare, rispondere, avvicinare le persone alle realtà di supporto.

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