STORIE DI EMIGRAZIONE CHE PORTIAMO SCOLPITE NELLE OSSA

Serata importante quella del 28 giugno al centro Babel a Modica. La giornata mondiale del rifugiato è stata solo un pretesto per dichiarare ai modicani presenti la voglia di integrazione che serpeggia al centro di Accoglienza “Babel” – S.P.R.A.R. (Sistema di Protezione Richiedenti Asilo e Rifugiati) del Comune di Modica (gestito dalla Cooperativa Sociale Il Dono e dalla Cooperativa Sociale Don Giuseppe Puglisi). “Al Centro del mare” uno spettacolo di Enzo Ruta scritto tutto al femminile è stato un racconto che si è mosso semplice, snello e diretto. E’rimasta nella memoria una raccolta di  storie di donne che lasciano una amara riflessione oltre che una grande speranza. Storie di emigrazione che noi siciliani portiamo scolpita nelle ossa storie di immigrazione che le coscienze di noi italiani a volte rimuovono. Tre le lingue sulla scena: il siciliano, l’italiano, e il somalo. Molte le attrici che si sono alternate su un mare immaginario ma in fondo concreto, concreto perché protagonista. E le storie narrate o interpretate hanno commosso un pubblico attento e pronto a riflettere perché la riflessione è sorta spontanea: dopo le innumerevoli denunce quanto ancora aspetteremo perché l’uomo dovunque esso si trovi possa aver rispettato il proprio diritto alla vita? Tra tutti alla fine dello spettacolo è spiccata la voce del piccolo Giorgio nato in Italia da una donna che ha scelto di chiamarlo così in onore del santo che lo ha accolto a Modica. Giorgio è il segno tangibile dell’unica strada percorribile oggi nel nostro paese che è quella della solidarietà e dell’accoglienza. Ottimo il mangiare preparato per tutti dalle mani di Fathia e Tzelda. (Marcella Burderi)

 

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