Spogliatoi nel degrado al campo Biazzo: muffa, guasti e impianti fermi a Ragusa. La denuncia

Muffa sui soffitti, infiltrazioni evidenti, impianti deteriorati e servizi in condizioni critiche. È un quadro che preoccupa quello emerso negli spogliatoi del campo comunale “Biazzo” – Ex Enal di Ragusa, una struttura utilizzata quotidianamente da giovani atleti, famiglie e cittadini.

Le immagini e le segnalazioni arrivate negli ultimi giorni hanno riportato l’attenzione sullo stato degli impianti sportivi comunali, riaccendendo il dibattito sulla manutenzione ordinaria e sulla gestione delle strutture pubbliche. A colpire maggiormente sono soprattutto le condizioni degli spogliatoi, dove umidità e muffa risultano ben visibili, insieme a impianti ormai vetusti e tubazioni deteriorate.

Secondo quanto emerso dal sopralluogo effettuato ieri pomeriggio, sarebbero presenti anche problemi legati al funzionamento della caldaia, mentre i pannelli solari installati nella struttura risulterebbero non operativi. Una situazione che, oltre al decoro, solleva interrogativi sulle condizioni di sicurezza e sulla qualità degli ambienti frequentati ogni giorno da decine di ragazzi.

Il tema assume ancora più rilevanza alla luce degli annunci fatti nei mesi scorsi dall’amministrazione comunale. A dicembre era stato infatti comunicato il finanziamento destinato alla ristrutturazione degli spogliatoi del Biazzo e dell’Ottaviano, intervento presentato come una risposta concreta alle esigenze delle società sportive e delle famiglie. Oggi però lo stato dei locali appare distante dalle aspettative generate da quell’annuncio.

Nel territorio ragusano, dove gli impianti sportivi rappresentano punti di riferimento sociali e aggregativi fondamentali, il problema della manutenzione continua a riproporsi con forza. Il deterioramento delle strutture pubbliche alimenta il malcontento di cittadini e associazioni sportive, soprattutto quando le criticità restano irrisolte per lunghi periodi.

A intervenire sulla vicenda è stata la consigliera comunale Rossana Caruso, che ha denunciato la disparità tra gli standard richiesti alle strutture private e quanto invece verrebbe tollerato nel settore pubblico. Caruso ha presentato un’interrogazione per chiedere chiarimenti sullo stato dell’iter relativo al finanziamento annunciato, sui tempi previsti per l’avvio dei lavori e sugli eventuali interventi urgenti che il Comune intende attivare nell’immediato.

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