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“Il centro storico di Modica non vuole morire”: ma servono decisioni dalla politica che latita
16 Mag 2026 10:27
Il centro storico di Modica continua a interrogarsi sul proprio futuro. Tra attività che chiudono, residenti sempre più scoraggiati, difficoltà legate a parcheggi e viabilità e una sensazione diffusa di abbandono, cresce la preoccupazione di chi ogni giorno vive il cuore della città e assiste a un lento ma costante declino.
Ieri sera si è tenuto un nuovo incontro promosso dal Comitato per il Centro Storico, un momento di confronto partecipato che ha visto la presenza di residenti, commercianti, giovani, anziani, professionisti e insegnanti. Una platea eterogenea ma unita dalla volontà di reagire e di immaginare un rilancio concreto per il centro cittadino.
Tra le voci intervenute anche quella dello storico Uccio Barone, che sui social ha raccontato il clima dell’incontro parlando di interventi “calibrati e appassionati”, capaci di unire razionalità e partecipazione emotiva nel tentativo di contrastare il declino del centro storico e riaccendere una speranza concreta per la città.
Dal dibattito è emerso un sentimento comune: il centro storico resiste, ma ha bisogno di interventi urgenti e di una visione politica chiara. Gli interventi hanno affrontato senza filtri le criticità che da tempo penalizzano chi abita o lavora nella parte storica della città.
Uno dei temi più sentiti riguarda il problema dei parcheggi e delle strisce blu. Sempre più residenti lamentano costi elevati e difficoltà quotidiane perfino per lasciare l’auto vicino casa. Lo stesso Uccio Barone ha raccontato la propria esperienza personale da residente di corso Umberto, sottolineando come vivere nel centro storico stia diventando sempre più complicato anche per chi ha investito nel recupero di immobili familiari.
Al centro della discussione anche la gestione del traffico su corso Umberto, con critiche rivolte all’eccessiva congestione e alla presenza dei trenini turistici, ritenuti da alcuni cittadini una delle cause dell’intasamento della principale arteria cittadina.
Tra le richieste avanzate dal Comitato anche una revisione della viabilità, una nuova regolamentazione delle strisce blu, l’utilizzo di immobili comunali da destinare ad associazioni e iniziative sociali e una maggiore attenzione alla vivibilità del centro storico.
Ma il dato politico che più ha colpito molti partecipanti è stata l’assenza degli amministratori comunali. All’incontro, infatti, non erano presenti né il sindaco né assessori o consiglieri comunali. Un’assenza che diversi intervenuti hanno definito difficile da comprendere davanti a un confronto così partecipato e sentito dalla cittadinanza.
Nel suo intervento pubblico, Uccio Barone ha espresso anche dubbi sull’ipotesi di affidare il confronto a un tavolo tecnico, temendo che il percorso possa trasformarsi in un processo eccessivamente burocratico e poco incisivo sul piano operativo.
Molti dei presenti hanno riconosciuto che momenti di confronto e tavoli di ascolto sono comunque utili e necessari per raccogliere idee, esigenze e proposte della comunità. Il punto, però, è un altro: ascoltare non basta più. Dopo anni di discussioni, il centro storico chiede decisioni rapide, scelte concrete e interventi immediati. Perché il rischio, sottolineato da diversi partecipanti, è che il dibattito resti fermo alle parole mentre il declino continua ad avanzare.
Dal Comitato è emersa quindi la richiesta di assemblee aperte e realmente partecipate, ma anche la necessità di passare presto dalla fase del confronto a quella delle azioni operative. L’impressione emersa dall’incontro è quella di una città che non vuole arrendersi, ma che chiede con forza una politica più presente e concreta.
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