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“O ritroviamo dignità politica o ce ne andiamo a casa”: Assenza scuote Fratelli d’Italia e la maggioranza all’Ars. VIDEO
15 Mag 2026 11:08
Parole pesanti, destinate a lasciare il segno negli equilibri del centrodestra siciliano. A pronunciarle è stato Giorgio Assenza, capogruppo di Fratelli d’Italia all’Assemblea Regionale Siciliana, intervenendo in aula in un clima già attraversato da tensioni politiche e malumori interni alla coalizione di governo.
Un intervento dai toni insolitamente duri per un esponente della maggioranza, tanto da apparire come una vera e propria autocritica pubblica rivolta non solo agli alleati, ma anche al proprio partito.
«Non basta sedersi nei posti di assessore e pensare che tutto sia risolto quando si ricompone un governo», ha affermato Assenza, lasciando intendere che le recenti operazioni di riequilibrio politico all’interno della giunta regionale non sarebbero sufficienti a risolvere le difficoltà della maggioranza.
Parole che fotografano il momento delicato vissuto dal centrodestra siciliano, reduce dalle tensioni successive al referendum e dalle continue fibrillazioni all’interno dell’Ars. Ancora più forte il passaggio finale del suo intervento:
«O riacquistiamo la dignità o ce ne andiamo a casa, perché gli altri partiti non fanno altro che approfittare della nostra debolezza».
Una frase che, nei corridoi di Palazzo dei Normanni, viene letta come il segnale più evidente del disagio crescente dentro Fratelli d’Italia, partito che in Sicilia continua a cercare maggiore peso politico nei confronti degli alleati, in particolare di Forza Italia.
L’intervento di Assenza arriva infatti dopo giorni complicati per la maggioranza che sostiene il governo di Renato Schifani. Il recente voto segreto all’Ars ha provocato nuove crepe nella coalizione, con la bocciatura di due emendamenti ritenuti strategici.
Tra questi quello presentato da Ignazio Abbate sulla pensione anticipata flessibile per i dipendenti regionali, respinto con numeri che hanno evidenziato ancora una volta la fragilità interna della maggioranza.
Altro stop significativo quello alla norma che prevedeva aumenti delle indennità per sindaci metropolitani e presidenti dei Liberi consorzi, bocciatura rivendicata dalle opposizioni come un successo politico.
Il quadro si inserisce in una fase già delicata per il centrodestra siciliano dopo il risultato del referendum, che nell’Isola ha visto prevalere nettamente il “No”, dato interpretato da molti come un segnale di crescente distanza tra l’elettorato siciliano e la linea politica nazionale dei meloniani.
Le parole di Assenza, proprio perché pronunciate da uno dei principali esponenti della maggioranza, assumono oggi un peso politico rilevante. Più che un semplice sfogo, sembrano il sintomo di una crisi interna che il centrodestra siciliano fatica ormai a nascondere.
Nelle ultime ore, intanto, è arrivata anche la risposta del presidente della Regione Renato Schifani, che ha di fatto raccolto l’appello lanciato da Giorgio Assenza. A margine di un’iniziativa a Palazzo d’Orleans per gli 80 anni dello Statuto autonomista, Schifani ha annunciato la volontà di convocare un incontro con tutti i deputati della maggioranza subito dopo le elezioni amministrative.
Il governatore ha detto di condividere la proposta avanzata da Assenza di una sorta di “conclave” interno alla coalizione per affrontare apertamente tensioni, difficoltà politiche e problemi di tenuta della maggioranza all’Ars.
Una presa di posizione che conferma come le parole del capogruppo di Fratelli d’Italia non siano passate inosservate dentro il centrodestra siciliano. Anzi, l’intervento di Assenza sembra avere aperto ufficialmente una fase di riflessione interna sugli equilibri della coalizione e sulla necessità di ritrovare compattezza politica dopo settimane segnate da sconfitte parlamentari, malumori e assenze pesanti in aula.
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