SITUAZIONE FINANZIARIA COMUNE DI RAGUSA

 Ho  la fortuna di gestire uno dei migliori comuni dell’isola: nessun ricorso all’anticipazione di cassa, procedure di stabilizzazione già definite, problematiche rifiuti sotto controllo.

Eppure assisto quotidianamente ad un inizio di  campagna elettorale basato  su accuse varie ovvero su continue richieste di chiarimenti  e ciò nonostante si sia scelta la via della massima trasparenza come risulta dalla deliberazione C.S.  nr.351 del 17 ottobre 2012 avente ad oggetto “Presa d’atto deliberazione della Corte dei Conti, Sezione di Controllo per la Regione Siciliana nr.237/2012/PRSP del 28 settembre 2012 e relative direttive” poi consacrata nella deliberazione del Consiglio Comunale nr.64 del 15.11.2012.

Com’è noto, a fronte di una situazione di dissesto comunale,  le accuse lanciate a destra e a manca ovvero le richieste di chiarimenti avanzate ,  non esimerebbero gli amministratori  da responsabilità  laddove la Corte dei Conti  li dovesse ritenere responsabili,   anche in primo grado, di danni da loro prodotti, con dolo o colpa grave, nei cinque anni precedenti il verificarsi del dissesto finanziario.In realtà, a  parte i casi di Comiso, Milazzo e Cefalù, in atto, nella Regione Siciliana, ci sono 21 comuni sotto esame per  dissesto o predissesto  . L’elenco non comprende comunque Ragusa.Anzi, la Corte dei Conti, con la comunicazione di chiusura istruttoria datata 18 febbraio 2013 , acclusa in copia, ha comunicato di non avere riscontrato irregolarità contabili fatte salve alcune criticità che verranno esaminate in altra parte della presente relazione.Ai sensi dell’’art. 244, comma 1, del d.lgs. 18 agosto 2000, n. 267: “Si ha stato di dissesto finanziario se l’ente non può garantire l’assolvimento delle funzioni e dei servizi indispensabili ovvero esistono nei confronti dell’ente locale crediti liquidi ed esigibili di terzi cui non si possa fare validamente fronte con le modalità di cui all’art. 193, nonché con le modalità di cui all’art. 194 per le fattispecie ivi previste”. Si  parla quindi  di dissesto non soltanto in presenza di uno stato di insolvenza, e cioè dell’incapacità dell’ente di onorare i suoi debiti, ma anche allorché esso si trova nell’impossibilità di assolvere le funzioni ed i servizi indispensabili di sua competenza.Pertanto, si ha “ mancato assolvimento delle funzioni e dei servizi indispensabili” quando l’ente, “pur riducendo tutte le spese relative a servizi non indispensabili”, non è in condizione “di assicurare il pareggio economico del bilancio di competenza”, “a causa di elementi strutturali”.Si ha invece “ situazione di insolvenza”  allorché l’ente abbia debiti “liquidi ed esigibili” che “non trovino valida copertura finanziaria  con mezzi di finanziamento autonomi dell’ente senza compromettere lo svolgimento delle funzioni e dei servizi indispensabili”.Le due condizioni possono operare anche disgiuntamente ma sono comunque collegate  nel senso che l’impossibilità ad assolvere le funzioni ed i servizi indispensabili ricorre anche allorché sarebbero disponibili le risorse a ciò necessarie, ma queste sono rese indisponibili dalla necessità di onorare i debiti già contratti.Allo stesso modo, l’insolvenza dell’ente ricorre anche quando le risorse per onorare i debiti già contratti ci sarebbero, ma l’impiego di esse a questo fine renderebbe impossibile assolvere alle funzioni ed ai servizi indispensabili.Di conseguenza, lo stato di dissesto non potrebbe essere dichiarato e anzi si rivelerebbe un danno per la collettività amministrata, allorquando, così come avviene nel comune di Ragusa,  l’ente avesse disponibilità per assicurare, oltre le funzioni e i servizi indispensabili, anche altre funzioni e servizi; ugualmente non potrebbe dichiararsi il dissesto allorquando l’ente, mediante inserimento in bilancio delle relative spese, dimostrasse di ritenere di avere le occorrenti disponibilità per assicurare funzioni e servizi non indispensabili. Nel caso specifico del comune di Ragusa si precisa che l’ente,  per quanto attiene i servizi indispensabili,  ha adempiuto agli obblighi di legge  mantenendo non solo i servizi obbligatori ma anche quelli  non obbligatori ma socialmente rilevanti per come di seguito indicato: refezione scolastica, sevizio socio psicopedagogico, servizio conduzione e vigilanza scuolabus, servizio assistenza igienico personale e trasporto alunni disabili, servizio aiuto domestico disabili, servizio di educativa domiciliare, centri diurni per i disabili, servizio di assistenza ai sordi, servizi residenziali anziani e inabili, servizi residenziali per i minori, servizio di assistenza domiciliare per gli  anziani. a questi si sommano il servizio idrico e raccolta R.S.U. per i quali nell’anno 2012 non si è effettuata alcuna manovra in entrata, coprendo con le risorse di bilancio i maggiori costi.

Il T.U.E.L.  prevede in realtà anche uno stato meno grave in cui la gestione presenta “potenziali elementi di dissesto, quali si presumono dalla rilevazione a consuntivo di una serie di grandezze che costituiscono indizio della precaria situazione dell’ente. Si tratta della condizione “strutturalmente deficitaria”  di cui all’art.242, comma 1 del T.U.E.L. che ricorre quando l’ente presenta “gravi e incontrovertibili condizioni di squilibrio” rilevabili mediante parametri obiettivi risultanti da apposita Tabella allegata al certificato sul rendiconto della gestione del penultimo esercizio precedente a quello di riferimento. In particolare, la situazione strutturalmente deficitaria ricorre per la contemporanea presenza di almeno la metà dei parametri fissati con decreto del Ministero dell’Interno, sentita la Conferenza Stato –Città e Autonomie Locali ossia:

a)      valore negativo del risultato contabile di gestione superiore in termini di valore assoluto al 5 per cento rispetto alle entrate correnti ( a tal fine si aggiunge l’avanzo di amministrazione utilizzato per spese di investimento);

b)      volume dei residui attivi di nuova formazione provenienti dalla gestione di competenza e relative ai titoli I e III, con esclusione dell’addizionale irpef, superiori al 42 % dei valori di accertamento delle entrate dei medesimi titoli I e III esclusi i valori dell’addizionale Irpef;

c)      ammontare dei residui attivi di cui al titolo I e III superiore al 65 per cento ( provenienti dalla gestione dei residui attivi) rapportata agli accertamenti della gestione di competenza delle entrate dei medesimi titoli I e III;

d)     volume dei residui passivi complessivi provenienti dal titolo I superiore al 40 per cento degli impegni della medesima spesa corrente;

e)      esistenza di procedimenti di esecuzione forzata superiore allo 0.5 per cento delle spese correnti;

f)       volume complessivo delle spese di personale a vario titolo rapportato al volume complessivo delle entrate correnti desumibili dai titoli I, II, III superiore al  40 per cento per i comuni inferiori a 5.000 abitanti, supeiore al 39 per cento per i comuni da 5000 a 29.999 abitanti, superiore al 38 per cento per i comuni oltre i 29.999 abitanti ( al netto dei contributi regionali nonché di altri enti pubblici finalizzati a finanziare spese di personale) ;

g)      consistenza dei debiti di finanziamento non assistiti da contribuzione superiore al 150 per cento rispetto alle entrate correnti per gli enti che presentano un risultato contabile di gestione positivo  e superiore al 120 per cento per gli enti che  presentano un risultato di gestione negativo (fermo restando il limite di indebitamento di cui all’art. 204 del T.U.E.L.);

h)      consistenza dei debiti fuori bilancio formatisi nel corso dell’esercizio supeiore all’1 per cento rispetto ai valori di accertamento delle entrate correnti ( l’indice si considera negativo ove tale soglia venga superata in tutti gli ultimi tre anni);

i)        eventuale esistenza al 31 dicembre di anticipazioni di tesoreria non rimborsate supeiori al 5 per cento rispetto alle entrate correnti;

j)        ripiano squilibri in sede di provvedimento di salvaguardia di cui all’art. 193 del T.U.E.L. riferito allo stesso esercizio con misure di alienazione di beni patrimoniali e/o avanzo di amministrazione superiore al 5 per cento dei valori della spesa corrente.

Per il triennio 2013 – 2015 il  Ministero dell’interno, di concerto con quello dell’Economia e Finanze ha aggiornato tali  parametri obiettivi Il D.M. 18 febbraio 2013, non ancora  pubblicato in Gazzetta,  prescrive che il triennio per l’applicazione dei parametri decorra dal corrente anno, con riferimento alla data di scadenza per l’approvazione dei documenti di bilancio, come previsti dalla legge. Per  i  Comuni,  si ha un  indice di pericolo  per la tenuta finanziaria,  quando  il  valore negativo della gestione  supera del 5%  le entrate correnti e la   massa dei  residui attivi  (di nuova formazione) supera  il 42% rispetto agli accertamenti delle entrate (dei titoli I e III). A rischio anche l’accertamento di una massa di residui passivi (ex titolo I), superiore al 40% degli impegni della stessa spesa corrente. Parametro di deficit anche la consistenza di spesa di personale, rapportato alle entrate del titolo I, II e III che sia superiore del 40% (comuni inferiori a 5.000 abitanti), del 39% (comuni tra 5.000 e 29.999) e superiore al 38% per i comuni oltre i 29.999 abitanti. Ulteriori elementi comprovanti lo stato di strutturale deficitarietà sono rappresentati dalle  anticipazioni di tesoreria non rimborsate e dalla consistenza dei debiti fuori bilancio.Considerato  che detti parametri non sono stati ancora pubblicati, basandosi sui precedenti parametri e sui dati di   preconsuntivo 2012  del comune di Ragusa, si registra quanto segue:

PARAMETRO N.1 Valore negativo del risultato di gestione superiore in termini di valore assoluto al 5% rispetto alle entrate correnti. ( a tali fini si aggiunge al risultato contabile l’avanzo di amministrazione applicato a spese di investimento),

Disavanzo di gestione     0

Avanzo di amm. Applicato a investimenti    273.376,12

5% delle entrate correnti ( pari a 75.648.410,15)             3.782420,51

VALORE DA CONTO CONSUNTIVO 1%

PARAMETRO DEFICITARIO             5%

 Parametro n.1 non deficitario

PARAMETRO N. 2 Volume dei residui attivi di nuova formazione provenienti dalla gestione di competenza relativa ai titoli I e III, con esclusione dell’addizionale Irpef, superiore al 42% dei valori di accertamento delle entrate dei medesimi titoli:

Residui attivi da competenza titolo I e III                24.185.772,27

– addizionale Irpef                                                       617.931,45

Totale                                                                        24.083.703,72

Accertamento Titolo I e III                                       48.653.532,94

-accertamento addizionale irpef                                  4.698.194,54

Totale                                                                        43.955.338,40

Calcolo parametro corrente 55%

Parametro di deficitarietà  superiore al 42%

Parametro n. 2 deficitario

PARAMETRO N. 3

Ammontare dei residui attivi dei titoli I e III superiore al 65%(proveniente dalla gestione dei residui attivi) rapportata agli accertamenti della gestione di competenza delle entrate dei medesimi titoli:

Residui attivi titolo I e III (no competenza) 26.041.737,44

Accertamenti titolo I  e III                            48.653.532,94

Calcolo parametro corrente                                       54%

Parametro di deficitarietà                                          65%

Parametro n.3 non deficitario

PARAMETRO N.4

Volume dei residui passivi complessivi provenienti dal titolo I superiore al 40 per cento degli impegni della medesima spesa corrente:

Residui passivi correnti  da riportare             39.937.432,87

Totale impegnato titolo I                               69.375.511,42

Calcolo parametro corrente                               58%

Parametro di deficitarietà                                  40%

Parametro n. 4 deficitario

PARAMETRO N.5

Esistenza di procedimenti di esecuzione forzata superiore allo 0.5% delle spese correnti.

Nessun procedimento

Parametro n.5  non deficitario.

PARAMETRO N. 6

Volume complessivo delle spese di personale a vario titolo rapportato al volume complessivo delle entrate correnti desumibili dai titoli I e III superiore al 38 per cento (al netto di altri contributi regionali  nonché di altri enti pubblici finalizzati a finanziare spese di personale)

Spesa di personale                  23.215.047,18 – 1.282.878,93

Totale Titolo I,II,III entrate   75.648.410,15 ­– 1.282.878,93

Calcolo parametro corrente                30%

Parametro di deficitarietà                  38%

Parametro n. 6 non deficitario

PARAMETRO N. 7

Consistenza dei debiti  di finanziamento assistiti da contribuzioni superiore al 150 per cento rispetto ai  valori di accertamento  delle entrate correnti per gli enti che presentano un risultato di gestione positivo.

Consistenza dei debiti                       41.497.694,46

Totale entrate correnti accertate        75.648.410,15

Calcolo parametro corrente                55%

Parametro di deficitarietà                  150%

Parametro n. 7 non deficitario

PARAMETRO N. 8

Consistenza dei debiti fuori bilancio formatisi nel corso dell’esercizio superiore all’1 per cento rispetto ai valori di accertamento delle entrate correnti ( l’indice si considera negativo  ove tale soglia venga superata in tutti e tre gli anni)

                                    Consuntivo 2010                    2011                           2012

Debiti f.b.                               605.730,46                 1.759.677,93              1.167.922,14

Totale entrate                         76.617.261,82            75.776.018,82            75.648.410,15

Calcolo parametro corrente    0.008                          0.024                                      0.016

Parametro n. 8 non deficitario

PARAMETRO N.9

Esistenza di anticipazioni di tesoreria non rimborsate superiori al 5 per cento rispetto alle entarte correnti

Parametro n. 9 non deficitario

PARAMETRO N. 10

Ripiano squilibri ai sensi dell’art. 193 T.U.E.L. con misure di alienazione di beni patrimoniali e/o avanzo di amministrazione superiore al 5 % della spesa corrente.

Parametro n. 10 non deficitario

 

 

A fronte di tale elencazione, il Comune di Ragusa ha quindi  solo due  situazioni di criticità riguardanti i parametri 2 e 4 .

Assodato che il Comune di Ragusa non è in predissesto, figuriamoci se è in dissesto!

 

Ciò premesso, il  comune di Ragusa ha comunque  tre ordini di problemi:

1.      Crisi di liquidità

2.      Violazione del patto di stabilità

3.      Accertamento residui attivi e passivi

 

 

  1. CRISI DI LIQUIDITA’

 

In  merito alla disponibilità di cassa , ad oggi stimata in euro 5 milioni,  si registra la difficoltà di incasso legata alla crisi in atto.

Detta crisi di  liquidità è legata alla progressiva e drastica riduzione dei trasferimenti statali e regionali agli enti locali . Basta pensare che la Legge di Stabilità Regionale prevede una drastica riduzione delle risorse del Fondo delle Autonomie che, ad oggi, dovrebbero  passare dai  651 milioni di euro dello scorso anno a 306 milioni di euro per il 2013 ( erano 913 milioni nel 2009, 889 milioni nel 2010 e 750 milioni nel 2011) .

Ancora più vaghi i dati nazionali. Le ultime normative di settore prevedono l’istituzione di un Fondo di Solidarietà Comunale , i cui criteri di costituzione verranno definiti con D.P.C.M.  non prima del 30 aprile in sede di conferenza Stato- città- autonomie locali e nel quale dovrebbero confluire IMU e TARES ma sono ancora oscure le modalità di distribuzione oppure p.e. su come si potrà fare fronte, in termini di cassa,  al posticipo del pagamento della TARES a luglio.

La stampa specializzata (Sole24ore )  ha nei giorni scorsi riportato a chiare lettere tali situazione di criticità per tutto il comparto : nel 2012 i tagli previsti dalle vecchie manovre  e quelli aggiunti dal Salva-Italia hanno portato il fondo di riequilibrio a quota -6.8 miliardi , con una riduzione del 39.4% rispetto al 2011. nel 2013 le risorse per il Fondo di solidarietà si riducono ancora del 31% ma la loro assegnazione fra i Comuni è ancora tutta da costruire , con una incognita di 5 miliardi.

Superfluo sottolineare  che la drastica e progressiva riduzione dei trasferimenti statali e regionali, non compensata da provvedimenti perequativi, provoca pesanti conseguenze sui bilanci comunali e sulla erogazione dei servizi essenziali .

Nel caso del comune di Ragusa, fino ad oggi, si è agito solo sui servizi non essenziali ( si veda tutta la problematica legata agli indigenti e alla riduzione in misura pari al 50% dei contributi alle associazioni impegnate nel sociale).

E’ però allo studio di questa amministrazione  una modifica delle tariffe dei servizi a domanda individuale .

Sia chiaro infatti che ogni ente risponde alle difficoltà di spesa  attraverso un aumento delle aliquote dei tributi locali .

2. VIOLAZIONE DEL PATTO DI STABILITA’

Tale criticità è scaturita dal riduzione dei trasferimenti per come definito al precedente punto, realizzatisi nell’ultima decade di ottobre (D,M. Interno 25 ottobre 2012, D.R.S. 257 del 23 ottobre 2012 ) a seguito della quale sono state attivate tutte le azioni correttive:

–          aumento attività di recupero evasione con un incremento rispetto alle previsioni di bilancio di 2 milioni di euro;

–          razionalizzazione della spesa corrente con un minore impegno rispetto alle risorse stanziate di 2 milioni grazie alle direttive impartite con la delibera nr.406 del 22.11.2012..

–          estinzione anticipata dei mutui nei limiti delle risorse di cui all’art. 16 del D.L 95/2012 (spending review) giusta delibera di consiglio nr.66 del 28.11.2012;

–          creazione di una posta (Fondo Svalutazione crediti) nei limiti del 25% dei residui attivi del Titolo I e III di anzianità superiore a 5 anni ( vedi nota della Corte dei Conti datata 18 febbraio)  giusta delibera di consiglio nr.69 del 29.11.2012.

Tuttavia la mancata manovra in entrata non ha consentito il conseguimento del saldo obiettivo di 6.220.000,00, e dai dati del monitoraggio semestrale al 30 gennaio 2013 il saldo conseguito è pari a 4.179.000,00. Si tratta di dati non ancora definitivi poiché manca il dato definitivo dei trasferimenti dello stato per l’anno 2012 a seguito dei definitivi Imu comunicati dall’Agenzia delle Entrate.

Il dato sull’obiettivo di patto conseguito dovrà essere certificato entro il 31 marzo e trasmesso al Ministero per gli adempimenti conseguenti.

Purtroppo tale sforamento, sebbene non ancora esattamente quantificato , comporterà l’applicazione delle sanzioni previste dalla Circolare n. 5 /2012  del MEF e confermate anche per l’anno 2013 che vengono di seguito indicate:

–          riduzione dei trasferimenti erariali  in misura pari allo scostamento tra il risultato registrato e l’obiettivo programmatico predeterminato.

–          divieto di impegnare spese correnti in misura superiore all’importo medio dei corrispondenti impegni dell’ultimo triennio;

–          divieto di ricorrere all’indebitamento;

–          divieto di procedere ad assunzioni di personale;

–          riduzione delle indennità di funzione e dei gettoni di presenza previsti nell’art.82 del T.U.E.L.

  1. RIACCERTAMENTO DEI RESIDUI ATTIVI E PASSIVI

E’ in corso , stante i  parametri di deficitarietà strutturale nn. 2 e 4 relativi rispettivamente ai residui attivi e passivi, l’ analisi dei residui con i vari dirigenti al fine di  verificarne le ragioni del mantenimento o  dichiararne l’insussistenza, nell’ambito della preparazione del   conto consuntivo 2012 . Tale analisi riguarderà prioritariamente i residui   di cui alla l.r. 61/81 anni 1991/2003  perché, a far data dal 2004,   l’erogazione delle somme avviene attraverso sottoconti specificatamente dedicati.

L’eventuale avanzo di amministrazione scaturente dal conto di bilancio 2012, ad oggi stimato in € 4.000.000,00 da dati di preconsuntivo,  verrà accantonato  prudenzialmente per eventuali debiti fuori bilancio.

***************** Per quanto attiene a specifiche tematiche  oggetto di frequenti richieste di chiarimenti, si precisa  quanto segue:

DEBITI FUORI BILANCIO  MATURATI O IN CORSO DI MATURAZIONE

Tutti i debiti che hanno completato l’iter procedurale di cui all’art. 194 del T.U.E.L. lett.a,b,c,d,e, sono stati riconosciuti  entro il 30 novembre e l’Ente ha già provveduto al pagamento   nel mese di gennaio u.s. ( delibera C.C. nr.67 del 29.11.2012).

Per quanto concerne le passività potenziali in itinere la voce piu’ significativa è costituta dal contenzioso instaurato nei confronti degli eredi Cascone Veli, per il quale l’Ente si è fatto assistere dall’Avv Pitruzzella, la causa  dalla Cassazione e ‘ritornata in Corte d’Appello stante la richiesta di revisione della stima  delle somme dovute per  l’esproprio.

Si precisa che per tale eventuale debito si potrà utilizzare l’ avanzo non vincolato e si  potrà l concordare un piano di rientro triennale così come previsto dal T.U.E.L.:Non sarà invece possibile , stante lo sforamento del patto, ricorrere  all’eventuale accensione di mutuo..

Sempre per quanto attiene i debiti fuori bilancio si segnala la criticità riguardante il servizio “ sanità animale”.

Per quanto attiene i  decreti ingiuntivi notificati all’Ente si precisa che si tratta di provvedimenti che hanno copertura finanziaria, ma il cui iter di pagamento si è rallentato causa difficoltà di liquidità. L’eventuale debito fuori bilancio riguarderà pertanto solo ed esclusivamente le spese legali.

La posta piu’ rappresentativa  è  legata al contenzioso ATO  per il quale l’Ente è chiamato quale terzo pignorato; nelle more del decreto di assegnazione delle somme da parte del giudice, i pagamenti in itinere vengono di fatto congelati..

SPESE PER IL PERSONALE

Tale spesa non ha subito incrementi stante il mancato reintegro del turnover del personale. Ad ogni modo è già stata attivata una riduzione della dirigenza ed una rideterminazione dell’organigramma dell’Ente riducendo i settori da 12 a 9. Per il proseguo  si agirà sul fondo delle risorse decentrate operando le necessarie riduzioni.

Tale azione viene realizzata il linea con le indicazioni fornite dalla Corte dei Conti con la nota datata 18 febbraio già citata in premessa.

TRIBUTI E RECUPERO EVASIONE

A causa delle problematiche legate allo sforamento del Patto di Stabilità è stata effettuata un’energica azione di recupero dell’evasione pari a circa 2 milioni  in eccedenza rispetto alle previsione di bilancio e un contenimento degli interventi di spesa corrente per altri 2.000.000,00 grazie anche all’estinzione dei mutui secondo il disposto dell’art. 16, comma 6 bis, del decreto legge n. 95 del 6 luglio 2012, per non incorrere nell’ulteriore decurtazione delle risorse del titolo II.  In sintesi, alla mancata approvazione della manovra correttiva dell’IMU si è  dovuto fare  fronte con analoga manovra ICI anni pregressi, fabbricati fantasma e aree PEEP a carico dei contribuenti .

SOCIETA’ PARTECIPATE

Questa Amministrazione partecipa alle seguenti società e/o Consorzi:

 

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