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Sicilia sotto assedio degli incendi: il Codacons propone ricompensa di 50 mila euro per chi denuncia
02 Set 2026 16:04
La Sicilia continua a bruciare e, mentre Vigili del Fuoco, Corpo Forestale, Protezione civile e volontari sono impegnati quotidianamente nel fronteggiare i roghi, arriva dal Codacons la richiesta di una svolta nella lotta contro gli incendiari. L’associazione chiede alla Regione Siciliana e ai Comuni di valutare l’introduzione di una ricompensa fino a 50 mila euro per chi fornisca alle autorità informazioni concrete e decisive per individuare i responsabili degli incendi dolosi.
Incendi in Sicilia, la proposta del Codacons
La proposta porta la firma di Francesco Tanasi, Segretario Nazionale del Codacons, che punta a rafforzare la collaborazione tra cittadini e istituzioni nella caccia a chi appicca deliberatamente il fuoco.
«Non possiamo continuare ogni estate a contare gli ettari andati in fumo», afferma Tanasi, sottolineando la necessità di spezzare quella che definisce una spirale fatta di incendi, danni ambientali e rischi per la popolazione.
L’idea è quella di incentivare la segnalazione di informazioni utili alle indagini, prevedendo, nel rispetto della normativa vigente, una ricompensa che potrebbe arrivare fino a 50 mila euro per chi permetta alle autorità di identificare gli incendiari.
Ettari distrutti e territori sotto pressione
L’emergenza incendi continua a interessare diverse aree dell’Isola. Ogni rogo significa vegetazione distrutta, danni al patrimonio ambientale e, in molti casi, una minaccia diretta per abitazioni, attività e persone.
A fronteggiare le fiamme sono le squadre dei Vigili del Fuoco, il Corpo Forestale, la Protezione civile e i volontari, impegnati in operazioni che spesso richiedono ore di lavoro e l’impiego di uomini e mezzi su più fronti contemporaneamente.
Per il Codacons, tuttavia, l’attività di spegnimento non può essere l’unica risposta. Serve intervenire anche sulla capacità di individuare rapidamente chi provoca gli incendi.
«Prevenire non basta, bisogna individuare i responsabili»
È proprio sulla responsabilità degli incendiari che Tanasi concentra il suo appello. «La prevenzione è fondamentale, ma da sola non basta», sostiene il Segretario Nazionale del Codacons, chiedendo strumenti capaci di favorire l’emersione delle informazioni in possesso dei cittadini.
L’obiettivo è creare una collaborazione più stretta con le autorità: chi ha visto qualcosa, possiede informazioni o può fornire elementi utili dovrebbe essere messo nelle condizioni di rivolgersi alle istituzioni e contribuire alle indagini.
Secondo il Codacons, infatti, contrastare gli incendi dolosi significa anche proteggere chi interviene direttamente sul campo. Vigili del Fuoco, Corpo Forestale, Protezione civile e volontari affrontano le fiamme esponendosi a rischi elevati per salvaguardare persone, abitazioni e territorio.
Il Codacons pronto a costituirsi parte civile
La battaglia annunciata dall’associazione non si fermerebbe alle attività di prevenzione e alle indagini. Il Codacons fa sapere che chiederà di costituirsi parte civile nei processi contro gli incendiari.
Una scelta con la quale l’associazione intende portare nelle aule di giustizia anche la voce dei cittadini e dei territori colpiti dai roghi, chiedendo che i responsabili siano chiamati a rispondere dei danni provocati.
Il messaggio lanciato da Tanasi è netto: chi distrugge intenzionalmente il patrimonio ambientale siciliano deve sapere che dietro le indagini ci sono cittadini, istituzioni e associazioni pronti a chiedere giustizia.
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