Mare ibleo: ad agosto superati i 30 gradi. Pericolo nubifragi

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Altro che refrigerio. Il mare che bagna la Sicilia meridionale ha superato ad agosto la soglia dei 30 gradi, confermando un’estate eccezionale anche sotto la superficie dell’acqua. A certificarlo sono le rilevazioni dell’Ispra riportate dal Sole 24 Ore. La boa collocata al largo della punta meridionale della Sicilia ha registrato nell’ultima settimana di agosto temperature superficiali superiori a 30,4 gradi. Il grafico delle rilevazioni mostra inoltre come per buona parte del mese la temperatura sia rimasta attorno ai 29,5-30 gradi, con punte ancora superiori.
Non si tratta, dunque, della temperatura misurata sulla battigia o dentro un porto, dove particolari condizioni possono far salire rapidamente il termometro, ma di rilevazioni effettuate in mare aperto.
Il dato completa il quadro che avevamo cominciato a osservare già tra giugno e luglio. Il riscaldamento è stato progressivo e il Mediterraneo ha chiuso luglio con una temperatura media di 27,07 gradi, contro i 26,68 del precedente primato. Ad agosto la media indicata nell’analisi riportata dal Sole sale a 28,9 gradi.

Al largo dell’Isola

La Sicilia è stata uno dei punti caldi. Il grafico relativo alla boa della punta meridionale dell’isola mostra temperature già vicine ai 29 gradi nei primi giorni di agosto, quindi una lunga permanenza attorno ai 30. Il picco rappresentato graficamente si avvicina ai 31 gradi.
Il fenomeno non riguarda soltanto quest’estate. Secondo l’Ispra, nell’ultimo decennio la temperatura media dei mari italiani è passata da valori attorno ai 24-25 gradi a livelli superiori ai 27. Il cambiamento è quindi misurabile su una scala temporale più lunga.

Il pericolo
E adesso arriva settembre. Un mare così caldo contiene una maggiore quantità di energia e può fornire più calore e umidità all’atmosfera. Questo non significa che siano automaticamente in arrivo nubifragi o altri eventi estremi: servono determinate configurazioni atmosferiche. Ma quando queste si verificano, una superficie marina eccezionalmente calda può contribuire ad alimentarle.
Per una provincia affacciata sul Mediterraneo come quella di Ragusa, il dato merita quindi attenzione anche oltre la stagione balneare.

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