Sicilia fanalino di coda per la lettura: ultima in Italia

Alla vigilia della Giornata Mondiale del Libro, arriva un dato che fa riflettere: la Sicilia è la regione che legge meno in Italia. A certificarlo è il Book Lover Index 2026, che assegna all’isola l’ultimo posto in classifica con un punteggio di 33,1 su 100.

Un risultato che si accompagna a un altro dato significativo: secondo ISTAT, solo il 25,3% dei siciliani ha letto almeno un libro nel tempo libero nell’ultimo anno. È la percentuale più bassa del Paese.

Il paradosso siciliano: si cercano libri ma non si leggono

Eppure, dietro questi numeri si nasconde una contraddizione evidente. La Sicilia non è una terra disinteressata ai libri. Al contrario, per la ricerca online “libri da leggere” registra un punteggio di 80 su 100, piazzandosi a metà classifica nazionale e superando diverse regioni italiane.

Un dato che racconta una realtà più complessa: l’interesse per la lettura esiste, ma non si traduce in abitudine concreta. Anche per la ricerca “libreria online” la regione si mantiene su livelli medi, mentre gli audiolibri restano poco diffusi, con un punteggio tra i più bassi in Italia.

Una terra di grandi scrittori con pochi lettori

Il dato appare ancora più sorprendente se si considera il patrimonio letterario dell’isola. La Sicilia ha dato i natali a figure centrali della letteratura come Andrea Camilleri, Leonardo Sciascia, Luigi Pirandello, Gesualdo Bufalino, Giovanni Verga e Giuseppe Tomasi di Lampedusa.

Un’eredità culturale straordinaria che però non sembra riflettersi nei comportamenti quotidiani. Secondo l’analisi, le cause potrebbero essere molteplici: dalla carenza di librerie fisiche alla scarsa diffusione di eventi culturali, fino a fattori sociali e familiari che incidono sulla formazione dell’abitudine alla lettura.

Come funziona il Book Lover Index 2026

Il Book Lover Index combina diversi indicatori per misurare la passione per la lettura nelle regioni italiane. Il 50% del punteggio deriva dai dati ISTAT sulla percentuale di lettori, mentre il restante 50% si basa su tre parametri legati alle ricerche online: “libri da leggere”, “libreria online” e “audiolibri”.

Il risultato è un indice su scala 0-100 che fotografa non solo le abitudini reali, ma anche l’interesse digitale verso i libri. Ed è proprio questo mix a evidenziare il divario siciliano tra curiosità e pratica. Fonte: Casinos.com”.

© Riproduzione riservata

Invia le tue segnalazioni a info@ragusaoggi.it