Sicilia che frana, l’appello del Codacons: «Meloni venga a Niscemi»

La Sicilia appare oggi come un territorio profondamente ferito, dove il maltempo non è più un evento eccezionale ma il detonatore di una crisi strutturale che investe la sicurezza delle persone, la stabilità delle abitazioni e la tenuta delle infrastrutture. Piogge violente, mareggiate e cedimenti del suolo hanno trasformato vaste aree dell’Isola in scenari di emergenza permanente, alimentando paura e incertezza tra i cittadini.

Il quadro più critico si registra a Niscemi, dove una frana di dimensioni imponenti ha costretto numerose famiglie ad abbandonare le proprie abitazioni. Quartieri svuotati, strade interdette, un fronte di dissesto ancora in movimento: un’emergenza che va ben oltre il singolo episodio locale e che diventa simbolo di una fragilità diffusa del territorio siciliano.

A lanciare l’allarme è il Codacons, che attraverso il suo Segretario Nazionale Francesco Tanasi rivolge un appello diretto alla Presidente del Consiglio dei Ministri Giorgia Meloni, chiedendo una presenza fisica dello Stato nei luoghi colpiti.

«Quanto sta accadendo in Sicilia – afferma Tanasi – non è più riconducibile a singoli episodi meteorologici. A Niscemi la terra si muove, le abitazioni si svuotano, le famiglie vivono nell’angoscia di perdere tutto. È l’immagine più dura di un territorio fragile che chiede risposte immediate, concrete e strutturali».

Secondo il Codacons, la frana di Niscemi rappresenta il campanello d’allarme di un dissesto idrogeologico sistemico, destinato a riproporsi in altre aree dell’Isola se non si interviene con una pianificazione seria e investimenti mirati.

«Qui non è in gioco soltanto la gestione dell’emergenza – prosegue Tanasi – ma il diritto fondamentale dei cittadini a vivere in sicurezza e a non sentirsi abbandonati quando il territorio cede».

Da qui la richiesta di un segnale forte e visibile da parte delle istituzioni nazionali. «Invitiamo la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni a scendere in Sicilia, a visitare Niscemi, a incontrare le famiglie costrette a lasciare le loro case e a vedere con i propri occhi cosa significa oggi vivere in un territorio che frana».

Per il Codacons, solo una presenza diretta dello Stato può restituire fiducia alle comunità colpite e avviare interventi rapidi, efficaci e strutturali, capaci di affrontare un’emergenza che non riguarda più un singolo Comune ma l’intera Sicilia.

«La Sicilia non può più essere il laboratorio dell’emergenza infinita – conclude Tanasi –. Serve una risposta nazionale all’altezza della gravità della situazione».

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