Da lunedì 6 luglio il Centro diagnosi e trattamento intensivo precoce per i disturbi dello spettro autistico dell’ASP di Ragusa avrà una nuova sede temporanea. Le attività saranno infatti trasferite nei locali comunali di via Berlinguer, messi a disposizione dal Comune di Ragusa attraverso un contratto di comodato d’uso gratuito, così da garantire la piena […]
SI RIPENSANO CITTÀ E MONDO PER RESTARE UMANI
21 Giu 2014 15:04
Cento ragazzi, quaranta animatori hanno iniziato l’avventura del grest crisci ranni 2014 organizzato dalla comunità di parrocchie Santa Maria, Madonna della Catena, San Paolo, San Pietro, Santa Margherita. L’aria è di festa e l’area attrezzata padre Basile si mostra come un’oasi di pace in questi giorni in cui la città deve fare i conti con il traffico aumentato dopo la chiusura del ponte Guerrieri. Ma, dice, una delle animatrici fin dall’inizio, se sono belli i posti, se sono belli quei posti della vita che sono le case, la vera bellezza “siamo noi”, noi come persone, noi come persone che si incontrano. E ogni bambino ha messo accanto alla sagoma della casa il proprio nome a sottolineare la bellezza di ognuno nell’incontro con gli altri, chiamandosi sempre e anzitutto per nome. A partire cioè dalla propria storia e differenza. Ed è questa la storia – la storia di persone concrete – che Dio ha fatto sua prendendo anche lui abitazione tra gli uomini. E quasi in continuità con gli inizi del Grest, la sera si è svolta la festa del rifugiato con il concorrete di molteplici realtà: il Centro Babel, la scuola “l’italiano per amico” della Caritas, il quartiere, volontari appartenenti all’associazionismo che si impegna nella solidarietà sociale, e molti giovani. Con un particolare saluto del missionario padre Giovanni Piumatti, che quest’anno compie il cinquantesimo di sacerdozio e che è in Africa da quarant’anni, e della missionaria modicana Concetta Petriliggieri. Si è ricordato come siamo tutti diversi e tutti “rifugiati”, che non si possono pensare gli immigrati come un pericolo: sono anzitutto persone, persone che fuggono da fame, guerre, persecuzioni. Ci si è impegnati all’accoglienza, con il cuore e con l’intelligenza e si ha avuto un ricordo per tutti coloro che sono discriminati, che sono vittima di tratta o di commercio degli organi, dei tanti (troppi) morti in fondo al mare mediterraneo. La cena multietnica, seguita da musica e balli, diventava quindi prefigurazione di un mondo che insieme si ripensa come unica famiglia. Ora il grest continua fino al 12 luglio, come pure continua l’impegno a coltivare attenzione e condivisione verso tutti e in particolare verso chi soffre di più.
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