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SFIGMO E FONENDO
Sanità
15 giugno 2012 21:10

Ne abbiamo già parlato, ma siccome è prepotentemente ritornata alla ribalta, merita che se ne parli ancora; parlo della vitamina D che in natura esiste sia sotto la forma D2 (ergocalciferolo) di origine vegetale che in forma D3 (colecalciferolo) contenuta in minime quantità in uova e pesce. Quest’ultima viene però anche  sintetizzata a livello cutaneo dopo irradiazione solare ed entrambe , sia la D2 che la D3 vengono elaborate a livello epatico e renale.

In genere la vit D è stata legata al metabolismo dell’osso , ma recentemente l’attenzione è stata focalizzata ai suoi potenziali effetti preventivi nelle patologie croniche come infezioni respiratorie, diabete mellito, malattie cardiovascolari e neuromuscolari e anche nel cancro. Infatti diversi studi  hanno dimostrato che questa vitamina influenza alcuni passaggi della genesi cellulare delle patologie neoplastiche ed alcuni Autori hanno altresì dimostrato che il rischio di diversi tipi di tumore è minore in chi si espone alle radiazioni solari, mentre è dimostrato che alti livelli di vitamina D riducono il rischio di cancro.

Si pensa che gli effetti protettivi anticancro si raggiungono con un’assunzione di 1.000 IU al giorno e/o con un’esposizione al sole del 40% del corpo per almeno 15 minuti al giorno; se i livelli di calcitriolo, che è la forma biologicamente attiva della Vitamina D raggiungono i 20 ng/ml, il rischio di sviluppare tumore al seno, alla prostata e al colon si riduce del 30-50%.

Il cancro del colon retto è la seconda causa di decesso per cancro e diversi studi hanno dimostrato che la vit D rallenta la crescita e la metastatizzazione del ca colon rettale, quindi interferisce più sulla progressione che sull’insorgenza dello stesso;inoltre agisce positivamente sulle malattie infiammatorie croniche quali la rettocolite ulcerosa e il morbo di Crohn che predispongono all’insorgenza di questa neoplasia.

Anche per il cancro del seno è stata dimostrata una correlazione positiva tra livelli adeguati di vit D e sviluppo dello stesso; ad esempio uno studio condotto tra popolazioni del Nord America e popolazione delle Hawaii , notoriamente più esposte al sole, ha dimostrato una probabilità del 40% in meno delle Hawaiane di sviluppare un tumore al seno rispetto alle Americane del Nord.

Anche tumori della prostata, del pancreas e il melanoma sembrano risentire positivamente di adeguati livelli di vit D; insomma la vecchia vitamina D, dimenticata in soffitta e relegata solo al ruolo importante nel metabolismo delle ossa rivive una nuova gioventù.

Tenuto conto che la sua supplementazione con farmaci ha costi irrisori, che ha una somministrazione (compliance si definisce) oltremodo comoda  a tal punto che alcune formulazioni si assumono per bocca una volta l’anno, considerato che i raggi solari sono, grazie a Dio gratis e disponibili da Noi più che altrove, forse vale la pena inserire nella “batteria” di analisi che periodicamente chiediamo al nostro Medico di misurare anche questa vecchia vitamina.


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