SCUOLA, CONSEGUENZE DI UNA RIFORMA MEDIEVALE E ANTICOSTITUZIONALE

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Il comma 2 dell’art. 34 della Costituzione Italiana recita: “L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita.”

Abbiamo voluto dare spazio ad un genitore che, nauseato dai disservizi della scuola pubblica si e’ visto costretto a dover iscrivere il figlio alla scuola privata, pur di concedergli il diritto allo studio sano ed efficace. Consci che il problema non sia circoscritto ad una sola famiglia, alleghiamo di seguito la lettera:

Sono il genitore di un bambino che l’anno scorso ha frequentato la prima elementare in un Istituto Statale (comunale) a Modica.

In classe aveva 27 compagnetti, in totale erano 28 alunni di prima elementare in una stanza di 20/25 metri quadri. L’uscita di sicurezza dalla classe era la finestra. Le insegnanti al termine del primo quadrimestre avevano gia’ alzato bandiera bianca, perche’ non riuscivano a gestire i ventotto bambini. A fine anno, dulcis in fundo, furono dati dei giudizi in pagella non molto uniformi e tutt’altro che obbiettivi. Ma la colpa non e’ delle maestre. Ma del “sistema scuola” del 2011. Quest’anno mi sono visto costretto ad iscrivere mio figlio in una scuola privata, pagando una retta di 150 euro al mese, in una classe di 10 alunni.

I cittadini, genitori ed alunni, stanno subendo la riforma Gelmini, moralmente ed economicamente. Solo le scuole private ci stano guadagnando, e nessuno si accorge (o fa finta) che questo era l’obbiettivo principale della “riforma”.

 

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