SCICLI, CITTA’ DEGLI AQUILONI E DEL BARATTO

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Si è tenuto nei giorni scorsi a Scicli l’incontro tra il sindaco di Scicli, Giovanni Venticinque, e i rappresentanti dell’associazione italo-indiana Mamaji, con sede a Perugia che, in collaborazione con A.C.S.I. India ha presentato nella città patrimonio dell’Umanità Unesco un affascinante progetto di cooperazione internazionale allo sviluppo. L’esibizione spettacolare, che ha visto nei giorni scorsi, tantissimi policromatici aquiloni “Patang” violare l’ex convento della Croce di Scicli, è stata l’occasione per il Comune di Scicli e l’Associazione perugina di lanciare un messaggio: recuperare il baratto, la prima forma di scambio tra gli uomini, che nella fattispecie, rappresenta un’operazione di scambio bilaterale di beni o servizi fra due o più soggetti economici (individui, imprese, enti, governi, ecc.) senza uso di moneta. La crisi globale non fa che confermare l’inadeguatezza di un’economia virtuale il cui unico scopo è quello di proteggere l’interesse di pochi a danno dei diritti dei più. Il baratto al contrario porta una soddisfazione immediata grazie ad un guadagno  equo e tangibile esclusivamente tra le parti che contrattano.

Le possibilità di questo tipo di scambio sono infinite e permettono la circolazione non solo di merci concrete e  tangibili ma anche di saperi, di competenze professionali, di tempo… Insomma il baratto, come l’ingegnosità, non conosce limiti! Per tali ragioni è allo studio dell’associazione Mamaji l’idea della creazione di tour di turismo equo e solidale dall’India verso Scicli.

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