Schifani lancia il Piano straordinario per l’inclusione sociale a Palermo: modello Quartieri Spagnoli

Il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, propone un ambizioso Piano straordinario per l’inclusione sociale e la rigenerazione urbana, ispirato all’esperienza positiva dei Quartieri Spagnoli di Napoli. L’iniziativa mira a contrastare la marginalità sociale e giovanile nelle periferie, integrando percorsi educativi, culturali, sportivi, formativi e di orientamento al lavoro.

L’annuncio è stato fatto al convegno “Cambiare la scuola (per) cambiare la città. Educare nelle crisi”, organizzato dalla Fondazione Quartieri Spagnoli al Museo Riso di Palermo. Al talk hanno partecipato, moderati dalla giornalista Elvira Terranova, anche il sindaco di Napoli e presidente Anci, Gaetano Manfredi, e il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla.

Un piano per la rigenerazione urbana e sociale

Schifani ha sottolineato che il progetto intende avviare, nell’immediato, un progetto pilota in una delle zone più critiche delle tre città metropolitane, a partire da Palermo. L’obiettivo è ridurre il rischio di esclusione sociale ed economica dei minori e offrire opportunità concrete di crescita attraverso un modello integrato di interventi.

“Il tema del disagio giovanile e della marginalità sociale è appesantito dai recenti episodi di criminalità – ha spiegato il presidente – Oltre a contrastare la microcriminalità che alligna tra i giovani e nelle periferie, è fondamentale intervenire nelle aree di marginalità per dare prospettive di futuro”.

Leggi e investimenti a sostegno dei giovani e delle periferie

Schifani ha inoltre ricordato le recenti leggi regionali approvate dall’Ars per le politiche sociali, tra cui la legge anti-crack con tavolo permanente di attuazione, e la legge 24/2025, che tutela i minori inseriti in contesti criminali, offrendo loro opportunità per scegliere un futuro nel segno della legalità.

Sul fronte delle risorse, il presidente ha evidenziato investimenti per oltre 720 milioni di euro attraverso Fesr, Pnrr e altre linee di finanziamento, destinati a politiche sociali, inclusione lavorativa e istruzione. “Ma non basta – ha aggiunto – dobbiamo fare di più e meglio per garantire sviluppo e sicurezza sociale”.

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