REVISIONE SISTEMA FISCALE

 In questi ultimi giorni sui giornali nazionali ci si è accorti dell’importanza della tassazione, o meglio delle modalità della tassazione per evitare  tragedie a tanti Italiani, come per rilanciare i consumi e quindi la “macchina economica nazionale”. Già da tempo nel  mio libro “Italiani,vizi e virtù” indicavo alcuni provvedimenti in materia : esenzione dei redditi di lavoro fino ad E.1.200 al mese, proprio al duplice fine di cui sopra,considerando poi che oggi i tanti lavori precari sono retribuiti con tale paga, se non addirittura meno.

Tutto ciò darebbe sollievo ai lavoratori,ai commercianti ed artigiani,”Fornitori abituali” dei medesimi, come dei pensionati, i quali rientrerebbero quasi tutti in detto beneficio,tranne i privilegiati ben noti. La compensazione di tali perdite per l’Erario potrebbe essere rappresentata dall’aumento delle imposte

indirette, graduandole in relazione al valore, alla decrescente importanza del consumo (più tassa a carico del bene di lusso), maggiore gravame su beni di consumo d’importazione (specie di quelli in dumping) sopratutto  se provenienti da Paesi extra – comunitari. Tali provvedimenti costituirebbero, nella sostanza, una “imposta patrimoniale” sostanziale.

Accanto poi alla scatenata “caccia all’evasione”, suggerirei una riforma dell’imposizione diretta, nel senso di stabilire, al di sopra della fascia esente di reddito di Euro 15.600,00, solo 2 aliquote, una del 30% per redditi fino a Euro 100.000, l’altra del 38% per redditi superiori. Detrazione unica per spese edaltro del 2%.

 In tal modo, avremmo (a mio modesto parere) : Fisco più umano e comunque semplificato, fasce deboli di consumatori più libere di spendersi il proprio modesto reddito, commercio ed artigianato con maggiori prospettive di vendite,produzione nazionale più protetta,specie nei confronti di Paesi extra-comunitari.

Inoltre, con la fissazione dell’aliquota massima del 38%, sicuramente tanti evasori totali sarebbero indotti a dichiarare finalmente i propri redditi,onde liberarsi dall’angoscia di “essere recuperati” dalla Guardia di Finanza, con tutti i drammi conseguenti. Per le “conversioni sulla via di Damasco”, cioè per collegare l’ Erario ai “nuovi contribuenti”, dopo la prima denuncia-confessione, suggerirei che tali “conversioni” possano essere gestite da commissioni ad hoc, costituite la rappresentanti dei consumatori,professionisti,Guardia di Finanza, estratti a sorte, ad evitare fenomeni di malcostume.

 

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