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Referendum del 22 e 23 marzo: a Modica il fronte del No mobilita cittadini e associazioni
05 Mar 2026 16:58
Una sala attenta, un pubblico partecipe e un dibattito serrato ma ricco di contenuti. È questo il bilancio dell’incontro pubblico “Le ragioni del No”, svoltosi ieri sera a Modica presso Torre del Sud, promosso dal comitato della società civile contrario alla riforma oggetto del prossimo referendum costituzionale.
L’iniziativa si inserisce nel percorso di informazione e confronto in vista del referendum del 22 e 23 marzo 2026, un appuntamento che coinvolgerà i cittadini italiani chiamati a esprimersi su una riforma che riguarda l’assetto della giustizia e gli equilibri istituzionali.
Relatori autorevoli e formula dinamica
All’incontro hanno partecipato tre relatori di rilievo nel panorama giuridico e sindacale: il magistrato di Cassazione Bruno Giordano, il segretario generale di CGIL Sicilia Alfio Mannino e il giudice civile Antonio Pianoforte.
A moderare il confronto è stata la giornalista Marianna Triberio, che ha guidato il dibattito con una formula dinamica e non convenzionale, caratterizzata da domande dirette e interventi rapidi. Un metodo particolarmente apprezzato dal pubblico e dagli stessi relatori, che ha reso il confronto vivace e accessibile.
I nodi della giustizia italiana
Durante la serata sono state illustrate le principali motivazioni che spingono il comitato a sostenere il No alla riforma costituzionale.
Dai diversi interventi è emerso come, secondo i relatori, la proposta di modifica non affronti i problemi strutturali che rallentano il funzionamento della giustizia italiana.
Il tema centrale riguarda infatti i tempi dei procedimenti giudiziari, che – secondo quanto sottolineato nel dibattito – non dipenderebbero dall’attuale assetto costituzionale, ma piuttosto da fattori concreti come: carenza di personale negli uffici giudiziari, insufficienza di risorse economiche e carenze infrastrutturali dei tribunali.
Secondo questa analisi, senza investimenti significativi negli organici e nei servizi della giustizia, eventuali modifiche istituzionali rischierebbero di non produrre effetti reali sull’efficienza del sistema.
Costi e indipendenza della magistratura
Un altro tema affrontato riguarda l’impatto economico della riforma. Durante il confronto è stato evidenziato che l’introduzione di nuovi organismi istituzionali potrebbe comportare costi aggiuntivi stimati in circa 120 milioni di euro annui.
Risorse che, secondo i relatori, potrebbero essere destinate in modo più efficace al rafforzamento degli uffici giudiziari, all’assunzione di personale e al miglioramento delle condizioni operative dei tribunali.
Particolare attenzione è stata inoltre dedicata al tema dell’autonomia e dell’indipendenza della magistratura, principi fondamentali dello Stato di diritto. Secondo quanto emerso dal dibattito, alcuni meccanismi previsti dalla riforma potrebbero modificare gli equilibri esistenti e aumentare il rischio di possibili condizionamenti politici sul sistema giudiziario.
Un momento di informazione civica
L’incontro si è configurato come un importante momento di informazione e approfondimento civico, con l’obiettivo di fornire ai cittadini strumenti utili per comprendere le implicazioni della riforma prima dell’appuntamento referendario.
Alla serata hanno partecipato numerose realtà associative e culturali del territorio, tra cui CGIL Ragusa, la Scuola di Formazione Virgilio Failla di Modica, il Centro Studi Feliciano Rossitto di Ragusa, la Scuola dei Beni Comuni, Auser Modica, la Scuola Servizi Sociali di Modica, il Movimento Difesa del Cittadino e l’associazione Bedda Ciao.
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