Referendum costituzionale: al via la mobilitazione con varie iniziative a Ragusa. Dal Comitato Civico del No, a “Giusto dire no”, al Partito Democratico

Mentre si avvicina il referendum costituzionale sulla giustizia del 22 e 23 marzo, a Ragusa e nel territorio ibleo prende forma una campagna capillare per il No, con incontri pubblici, tavole rotonde, momenti di dialogo e iniziative informali dedicate ai cittadini. Dal confronto della Scuola dei Beni Comuni con magistrati e ex ministri alle iniziative promosse dal Comitato “Giusto dire No”, dal Comitato Civico per il No al Partito Democratico, passando per incontri di approfondimento e momenti più informali come l’AperiNO, il territorio si anima di dibattito e partecipazione per favorire un voto consapevole e informato.

Referendum sulla giustizia, a Ragusa Ibla le ragioni del No: confronto con Andrea Orlando e Bruno Giordano

Un confronto ampio, articolato e partecipato per approfondire i contenuti del Referendum costituzionale sulla giustizia, in programma il 22 e 23 marzo, e spiegare le ragioni del “No”. Si è svolto sabato pomeriggio, all’Auditorium San Vincenzo Ferreri di Ragusa Ibla, l’incontro promosso dalla Scuola dei Beni Comuni e dal Comitato Civico per il No, realtà distinta dal comitato dei magistrati e che vede la partecipazione di Anpi, Cgil, Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Movimento Federalista e numerose associazioni.

Protagonisti del dialogo Andrea Orlando, già Ministro della Giustizia, e Bruno Giordano, magistrato presso la Corte di Cassazione e presidente del Comitato per il No della provincia di Ragusa. L’iniziativa ha rappresentato un’occasione di approfondimento sui profili tecnici, politici e costituzionali della riforma sottoposta a referendum.

Gli aspetti tecnici della riforma

Nel suo intervento, Bruno Giordano ha illustrato nel dettaglio i dati tecnici della riforma, soffermandosi sulla sua genesi e su alcuni nodi centrali del dibattito. In particolare, ha richiamato il valore della pluralità delle posizioni culturali all’interno della magistratura, spesso liquidata in modo sbrigativo come “correntismo”. Una pluralità che, secondo Giordano, rappresenta invece una ricchezza democratica, la cui degenerazione — peraltro già contrastata dalla stessa magistratura — non può giustificare soluzioni drastiche.

Tra queste, il ricorso al sorteggio per la scelta dei componenti, definito un metodo «assurdo», perché finisce per umiliare il concetto stesso di rappresentanza. «L’estrazione a sorte mina l’autorevolezza della componente dei magistrati — è stato sottolineato — perché non risponde a un criterio di merito, come la scelta da parte dei colleghi, ma a una semplice lotteria: che merito c’è nel vincere una lotteria?».

I rischi politici e istituzionali

Andrea Orlando ha invece affrontato la riforma dal punto di vista politico e istituzionale, mettendo in guardia dai rischi che si annidano in un intervento che troverà il suo reale compimento solo con la successiva legislazione ordinaria. Secondo l’ex ministro, il referendum sulla giustizia rappresenta il primo tassello di un progetto più ampio, che, insieme al premierato e a una nuova legge elettorale, potrebbe ridisegnare profondamente l’assetto dello Stato.

Un disegno che rischia di alterare in modo significativo l’equilibrio dei poteri, dando vita a un impianto completamente nuovo per la comunità nazionale, con conseguenze dirette sul funzionamento della democrazia e sulle garanzie costituzionali.

Il Partito Democratico ibleo ha avviato al mobilitazione sul referendum

È partita ieri, sabato 7 febbraio, e prosegue anche oggi, domenica 8 febbraio, la mobilitazione straordinaria avviata dalla Federazione provinciale del Partito Democratico di Ragusa in vista del referendum costituzionale del 22 e 23 marzo. Il PD si schiera con convinzione per il No, dando il via a una campagna capillare e diffusa su tutto il territorio provinciale.

Fin dal primo fine settimana di attività, il Partito Democratico è presente in numerosi comuni con volantinaggi, tavolini informativi, iniziative di ascolto e confronto diretto con i cittadini, affiancati da una vera e propria campagna porta a porta. L’obiettivo è spiegare nel merito le ragioni del No e raggiungere anche quella parte di cittadinanza che solitamente resta ai margini del dibattito politico.

«Abbiamo deciso di affrontare questa campagna referendaria come una vera campagna elettorale – dichiara il segretario provinciale del PD Ragusa, Angelo Curciullo – perché non bastano le conferenze o gli incontri che rischiano di restare confinati tra gli addetti ai lavori. Il Partito Democratico deve stare tra la gente, parlare con le persone, ascoltare dubbi e preoccupazioni e spiegare perché in questo referendum bisogna votare No».

La mobilitazione proseguirà per tutta la durata della campagna referendaria. Militanti e dirigenti democratici saranno riconoscibili anche grazie a magliette a tema e alla distribuzione costante di materiale informativo durante iniziative pubbliche e momenti di incontro nei diversi centri della provincia.

Accanto alle attività sul territorio, il PD ha programmato anche una serie di incontri pubblici di approfondimento, con la partecipazione di magistrati e avvocati, per analizzare nel dettaglio i contenuti della riforma costituzionale e le sue possibili conseguenze. Al momento sono già fissati appuntamenti a Vittoria (12 febbraio, ore 17.30, Sala delle Capriate), Modica (20 febbraio, ore 18, Palazzo dei Mercedari) e Ragusa (9 marzo, ore 18, Hotel Montreal), con il coinvolgimento diretto dei circoli locali. Ulteriori iniziative sono in fase di definizione.

Referendum sulla giustizia: il Comitato “Giusto dire No” presenta le prossime iniziative e racconta la sua missione

Sta entrando nel vivo anche a Ragusa la campagna referendaria per il referendum costituzionale sulla giustizia del 22 e 23 marzo, con un fitto calendario di iniziative pubbliche promosse dal Comitato “Giusto dire No”.

Cos’è il Comitato “Giusto dire No”

Il Comitato “Giusto dire No” è un coordinamento nato per promuovere la conoscenza, il dibattito e la sensibilizzazione della cittadinanza sui contenuti della riforma costituzionale della giustizia oggetto del prossimo referendum. L’obiettivo è spiegare perché votare “No”, evidenziando le criticità tecniche, costituzionali e istituzionali della riforma, e farlo con un approccio accessibile e dialogante.

La sua nascita a Ragusa è stata ufficializzata in un incontro pubblico alla Libreria Flaccavento, dove sono intervenuti rappresentanti della magistratura locale e della Procura.

Pur non essendo un organismo di parte politica, il Comitato si colloca all’interno di un fronte più ampio di realtà associative e sociali impegnate nel dibattito referendario, con una forte impronta civica e pluralista.

Le prossime iniziative in programma

Il Comitato ha già annunciato una serie di appuntamenti pubblici sul territorio ibleo per approfondire i temi della riforma e favorire un voto informato:

📍 Giovedì 12 febbraio e giovedì 19 febbraio — incontri alla Libreria Flaccavento di Ragusa alle ore 18:00, dedicati all’approfondimento e al dialogo con i cittadini.

🍷 Domenica 22 febbraioAperiNO al BAM, un momento più informale di confronto rivolto a tutti, con particolare attenzione ai giovani e ai cittadini che vogliono capire meglio i contenuti del referendum.

📍 1 marzo a Vittoria — incontro nella Sala delle Capriate con la partecipazione del magistrato Bruno Giordano, per discutere i profili tecnici e costituzionali della riforma.

📍 14 marzo alla Sala Avis di Ragusa — un altro momento di confronto pubblico a pochi giorni dal voto, pensato per ribadire le ragioni del No e rispondere alle domande dei cittadini.

Un percorso di informazione e partecipazione

Le iniziative del Comitato non si limitano alla semplice spiegazione della riforma, ma puntano a costruire uno spazio di confronto aperto e partecipato, dove tutti i cittadini — indipendentemente dalle appartenenze politiche o professionali — possano comprendere i contenuti del quesito referendario e formarsi un’opinione informata.

Con un calendario strutturato di incontri, momenti informali e pubblici, “Giusto dire No” intende stimolare un dibattito di merito sui rischi percepiti della riforma, favorendo una scelta consapevole al voto e valorizzando la partecipazione civica nel cuore del territorio ibleo.

Referendum sulla giustizia, svolto confronto pubblico a Ragusa: «Serve un voto libero e consapevole»

Un momento di approfondimento sui contenuti e sulle criticità della riforma della giustizia oggetto del prossimo referendum. È stato questo il senso della tavola rotonda dal titolo «Verso il Referendum sulla Giustizia: per un voto libero e consapevole», organizzata a Ragusa da Anpi, Coordinamento per la democrazia costituzionale e Cgil Ragusa.

Al centro del dibattito l’analisi dei rischi legati alla separazione delle carriere e delle possibili ricadute sull’equilibrio costituzionale. Spunto iniziale della discussione è stata la presentazione del volume “Divide et impera. La separazione delle carriere e i rischi di eterogenesi dei fini” di Piero Gurrieri, che ha offerto una chiave di lettura critica sulle conseguenze sistemiche della riforma.

Numerosi e qualificati gli interventi: Domenico Gallo, già presidente di sezione della Corte di Cassazione; Claudio Maggioni, giudice del Tribunale di Ragusa e responsabile Anm per la sezione di Ragusa; Alfio Mannino, segretario generale della Cgil Sicilia; Armando Sorrentino, avvocato del Foro di Palermo e componente dell’Associazione nazionale giuristi democratici. A moderare l’incontro è stato Gianni Battaglia, presidente provinciale Anpi Ragusa. Tra i promotori dell’evento anche il consigliere comunale Sergio Firrincieli.

Positiva, secondo i promotori, la partecipazione di magistrati, avvocati e giovani, inclusi studenti e rappresentanti delle scuole. «Coinvolgere le nuove generazioni e tradurre temi complessi in un linguaggio accessibile è fondamentale. La mobilitazione per il no alla manomissione della Costituzione è oggi un imperativo: ognuno farà la propria parte».

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