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Quando Sicilia e Malta erano unite: al via la ricerca del ponte di terra sommerso
31 Dic 2025 08:51
Ventiduemila anni fa la Sicilia sud-orientale non finiva dove oggi incontra il mare. Al suo posto c’era un ponte di terra, un corridoio naturale che collegava l’Isola a Malta e a Gozo, quando il livello del Mediterraneo era circa 120 metri più basso rispetto a oggi. Un passaggio che animali, e forse anche i primi esseri umani, avrebbero potuto attraversare, cambiando per sempre la storia dei popolamenti nel cuore del Mediterraneo.
Ora quel ponte perduto torna al centro della ricerca scientifica.
Il 29 dicembre è partita la spedizione Bridges, a bordo della nave Gaia Blu del Consiglio Nazionale delle Ricerche. L’obiettivo è ambizioso: individuare ciò che resta di quel lembo di terra oggi sommerso, ricostruirne la morfologia e capire se sia stato davvero un canale di migrazione tra Europa e Africa.
Una missione nel tempo, sotto il mare
La campagna di ricerca, che proseguirà fino al 7 gennaio 2026, nasce dalla collaborazione tra l’Istituto di Scienze Marine del Cnr (Cnr-Ismar), l’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (Ogs) e l’Università di Malta.
A coordinare i lavori sono Maria Filomena Loreto del Cnr-Ismar ed Emanuele Lodolo dell’Ogs, alla guida di un team internazionale di ricercatori impegnati in una vera e propria esplorazione del passato geologico del Mediterraneo.
Grazie alle avanzate apparecchiature di mappatura installate sulla Gaia Blu, gli scienziati analizzeranno il fondale marino per ricostruire non solo la sua morfologia attuale, ma anche quella di migliaia di anni fa. L’obiettivo è individuare le antiche linee di costa e capire come si presentava il paesaggio quando il mare era arretrato.
Sedimenti, tracce e possibili presenze umane
Un aspetto chiave della spedizione riguarda la raccolta di campioni di sedimenti, fondamentali per stabilire quando e per quanto tempo il ponte di terra sia stato effettivamente percorribile. Attraverso l’analisi stratigrafica, i ricercatori cercheranno anche eventuali indizi del passaggio di esseri viventi, animali o umani.
Se confermata, l’esistenza di un corridoio stabile tra Sicilia e Malta rafforzerebbe l’ipotesi che l’area sia stata una via privilegiata per le migrazioni preistoriche, anticipando di millenni la presenza umana nel Mediterraneo centrale.
Un tassello chiave per la storia del Mediterraneo
La scoperta di questo ponte sommerso avrebbe un impatto che va oltre la geologia. Significherebbe riscrivere una parte della storia naturale e antropologica del Mediterraneo, offrendo nuove risposte su come e quando uomini e animali abbiano attraversato queste acque oggi considerate barriere.
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