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PROGRAMMI, NON PAROLE
11 Apr 2013 15:54
Egregio Direttore, noto che lo scenario delle candidature a Sindaco della città comincia a diventare affollato. Viene legittimo domandarsi quali siano i programmi di tutti questi signori, cosa intendono privilegiare nella gestione e nell’amministrazione della città.
L’interrogativo potrebbe essere facilmente soddisfatto nel caso di candidati appartenenti ai classici partiti politici, ma, come tutti sappiamo, dai partiti tradizionali non è venuta fuori nessuna candidatura.
Addirittura ci sono candidati, o aspiranti tali che, senza nessuna spiegazione, hanno abbandonato le insegne dei partiti di appartenenza, per sfornare simboli e diciture di associazioni e movimenti, invero complicati da ricordare, di cui non si comprendono le finalità, al di fuori dei pomposi e retorici comunicati.
Dovrebbe essere normale presentarsi con un programma definito, disponibile per i cittadini che, anche non direttamente, vengono sollecitati al consenso.
Lo stesso vale per i candidati al consiglio comunale che potrebbero facilmente avvalersi della rete per illustrare i motivi del proprio impegno e parlare di quello che intendono proporre per la città, rete che potrebbe anche permettere di instaurare un contatto diretto con gli elettori, specie con quelli attratti dalla proposta politica che, a loro volta, da simpatizzanti potrebbero trasformarsi in diffusori della proposta politica.
Perché la stampa non sollecita tutto questo, non sarebbe meglio riempire le pagine con testi e video dei candidati invece dei soliti spazi pubblicitari o dei costosissimi manifesti stradali ?
Una volta mi capitò di ascoltare un elettore che esaminava l’orrendo tappetino di facsimile che arrederà, fra poco, i locali pubblici della città e guardando un piccolo pieghevole, dove c’era un embrione di programma, disse: “Almeno questo mi dice qualcosa!”
Sembra paradossale, ma nell’era della comunicazione è il contatto diretto con il candidato che manca, talvolta poche semplici parole possono farlo sentire vicino, a patto che si dicano cose sensate.
Lettera firmata
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