PROGETTO M.E.I.D.: INSIEME ALL’ENEA, LA GREEN ECONOMY NELLA SICILIA DEL SUD EST


RAGUSA – La green economy passa anche dalla Sicilia del Sud Est. L’Enea, in qualità di ente capofila, assieme al Consorzio Asi di Ragusa e ad altri partner italiani, europei e internazionali, ha presentato stamani i contenuti del progetto M.E.I.D., che si propone di attivare delle aree industriali ecosostenibili ma anche di determinare regole di pianificazione che in questo campo varranno per il resto d’Europa. Ragusa sarà un’area pilota per quella che si preannuncia essere una pianificazione eco-industriale, come ha spiegato, aprendo i lavori, Rosario Alescio presidente del Consorzio Asi di Ragusa. Alescio ha sottolineato la valenza del progetto internazionale dinnanzi ad una platea fatta non solo di addetti ai lavori ma anche di rappresentanti delle varie Asi siciliane e dei Comuni iblei con cui proseguire il proficuo rapporto di collaborazione avviato e che prevede la nascita di un osservatorio. La Regione guarda con grande interesse al progetto di area industriale ecosostenibile. Lo ha confermato il dott. Pietro Bellante, capo di gabinetto dell’Assessorato regionale alle Attività Produttive, guidato da Marco Venturi, che ha ribadito la valenza del progetto M.E.I.D. finanziato con fondi europei del programma operativo Med e con il coinvolgimento di 11 partner e di 6 nazioni dell’area euromediterranea, vero polo di interesse economico. I rappresentanti dell’Enea hanno evidenziato l’obiettivo finale che è quello di definire linee guida per la pianificazione di un modello innovativo di area industriale sostenibile. “Vi sono diverse aree nel mondo che si rifanno all’ecologia industriale – ha detto Mario Tarantini dell’Enea – L’idea di fondo è quella di pensare a regole e dettami da definire e rispettare, per farle diventare modello a livello europeo a cui far riferimento. Nei fatti si tratta di rispettare l’ambiente e di pensare ad un riciclo sempre più attivo. Occorre passare da un sistema industriale lineare, in cui si emettono rifiuti, ad uno circolare in cui ciascun organismo utilizza gli scarti degli altri”. Parchi eco-industriali che guardano alla visione condivisa dello sviluppo dell’area, alla gestione unitaria, a servizi innovativi e all’uso di migliori tecniche ed infrastrutture di qualità, dalla depurazione dell’acqua all’uso di impianti fotovoltaici. “Bisogna osservare il territorio e individuare le varie problematiche a cui dare risposta – ha detto Rosario Alescio, presidente dell’Asi – Non bisogna solo aspettare i bandi, ma occorre lavorare per il territorio avendone il massimo rispetto. L’idea di definire delle linee guida, con particolare riferimento alla creazione di criteri di edilizia sostenibile per la costruzione di nuovi edifici, crediamo possa essere un validissimo punto di partenza per una serie di norme da estendere a livello europeo. Per questo abbiamo pensato a questo primo workshop che collegasse il gruppo di lavoro, con i vari partner ed esperti, al mondo imprenditoriale per porre le basi per una sinergia con il territorio siciliano nel suo complesso”. Aree industriali ecosostenibili che avranno vere e proprie “carte di identità”, come ha detto Arianna Domini sempre dell’Enea, per identificare facilmente le buone pratiche legate alle infrastrutture e ai servizi centralizzati delle aree industriali, 25 in tutto di cui 13 italiane, già adesso collegate in rete attraverso un database che si può interrogare via internet e che dispone le schede di ciascun sito. In Italia ci sono dei tentativi precedenti che costituiscono un buon inizio rispetto ai rischi, alle difficoltà del modello da seguire, alle opportunità che vengono date alle stesse aree industriali. Rovena Preka, Enea, ha in tal senso parlato del management strategico e mostrato l’analisi Swot delle aree industriali sostenibili presentando il caso dell’Emilia Romagna. E in videoconferenza l’architetto Valeria Stacchini del settore ricerca e innovazione della Provincia di Bologna, ha spiegato che la Regione emiliana chiede a tutti i nuovi ambiti specializzati in attività produttive la certificazione Apea, ovvero che siano aree produttive ecologicamente attrezzate. La proposta che in Sicilia ha lanciato l’Asi di Ragusa piace anche a Legambiente rappresentata da Claudio Conti che ha garantito la massima collaborazione e invitato ad andare avanti per migliorare la cultura ambientale e contemporaneamente quella imprenditoriale. Il sistema delle imprese è pronto a recepire questa sfida e non è escluso, come ha detto il presidente della Camera di Commercio, Giuseppe Cascone, che non si possa pensare ad un’incentivazione perché “questo territorio ama l’ambiente”. Ok convinto anche dai sindacati (Cgil, Cisl e Uil) e dalle varie associazioni di categoria presenti. Tra gli interventi finali di approfondimento quello dell’ingegnere Franco Poidomani, direttore dell’Asi iblea che ha illustrato l’ideogramma delle aree industriali ragusane e la porzione di territorio che è destinata per l’attivazione dell’area pilota eco-industriale, stabilendo, assieme ai Comuni e ai vari organismi interessati, le regole sulla qualità degli edifici, degli ambienti ecologici, dei servizi di rifiuti. In conclusione ha parlato Giovanni Iacono dello Svimed che ha illustrato l’idea di ecopark che si intende realizzare a Ragusa “territorio che possiede un’area industriale che è un’eccellenza e che mira ad essere sempre più ecologicamente attrezzata”. Nel pomeriggio si è svolta una visita guidata alle aree industriali di Ragusa e di Modica-Pozzallo, con il coordinamento di Sergio Salonia, responsabile area tecnica dell’Asi e di Leonardo Migliore, responsabile area amministrativa.

 

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