PRECISAZIONE E SMENTITA DELL’ARTICOLO DI RAGUSA OGGI

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Gentile Direttore Portelli,

in riferimento all’articolo odierno di resoconto della seduta di consiglio Comunale dedicata all’esame della delibera di giunta per l’istituzione del Registro Civile, mi permetto puntualizzare alcuni aspetti dell’articolo che ritengo del tutto fuorvianti rispetto alle posizioni emerse nel corso del lungo dibattimento.

In particolare desidero smentire di avere “dichiarato la mia contrapposizione all’atto” che, invece ho votato favorevolmente.
Chi conosce la mia storia politica non ha bisogno di ulteriori spiegazioni sulla genesi di una posizione che va, in ogni caso, contestualizzata nell’ambito del provvedimento adottato dalla giunta Piccitto, provvedimento che, come ho avuto occasione, più volte nel corso della seduta, di esprimere, risulta assai lacunoso e ‘frettoloso’ nella stesura di un regolamento che appare non consono all’importanza dei contenuti, redatto per l’approvazione forse assai sollecitata ma non adeguatamente  posta in esame.
Inoltre, in qualità di componente delle opposizioni, ritengo opportuno rigettare alcune espressioni utilizzate nell’articolo, lesive della onorabilità personale e politica di tutti i componenti, articolo che denota altresì alcuni errori come quando sostiene che la proposta era arrivata in Consiglio Comunale nei mesi scorsi !!! o come quando asserisce che alcuni consigliere di opposizione avrebbero presentato “540  firme non certificate”
Occorre rilevare a tale proposito che, in ogni caso, per una petizione non occorrono firme certificate, caso diverso da quello di una petizione inoltrata ai sensi dello specifico articolo dello Statuto comunale.

Rifiuto in ogni caso, a livello personale, e ritengo di poterlo fare a nome dei colleghi delle opposizioni, l’immagine che si vuole dare di queste ultime usando espressioni come “tira fuori dal cilindro” oppure “maldestro tentativo” che sono state usate per mettere, inspiegabilmente, in cattiva luce i protagonisti di un ampio e sereno dibattito democratico attraverso un  articolo che denota chiaramente come qualcuno possa essere ‘allergico’ a questo tipo di confronto leale e corretto in ambito politico.Rimango fermamente convinta della centralità dei diritti legati all’individuo, della loro tutela e del loro rispetto sotto il profilo umano, sociale e giuridico. Ho sostenuto sin dal 2006
l’istituzione del registro delle Unioni Civili, che nulla toglie alla famiglia, e ho continuato a farlo nel consiglio comunale di ieri esprimendo, seppure tutti i miei 8 emendamenti siano stati bocciati, un voto favorevole all’atto. Ho ribadito in più interventi che, comunque, se non interviene una Legge dello Stato a normare con chiarezza le coppie di fatto, estese anche agli omosessuali, tali registri sono e saranno solo delle “carte dei valori” che, per forza maggiore, non possono giuridicamente garantire diritti e agevolazioni di alcun tipo. Ho sempre sostenuto il principio della laicità dello Stato che non deve giudicare, ma legiferare in relazione alle pari opportunità , alla pari dignità e senza discriminazione alcuna, come recita brillantemente la nostra splendida Costituzione. Pertanto smentico categoricamente il contenuto del V.stro articolo in merito al dibattito sul Consiglio di ieri e sulle posizioni da me sostenute e mentre capisco che chi scrive è libero di avere una opinione, sottolineo che non è libero di dire falsità sui lavori di un Consiglio Comunale che è pubblico, registrato e verbalizzato. Le falsità si dicono o perchè non si sono seguiti i dibattiti, ma la V.stra giornalista era presente, o perchè si è in malafede.
Cordiali Saluti

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