Patty Pravo a Sanremo canta “Opera” del modicano Caccamo che commenta: “Immensa!”

“Immensa!”. Con una sola parola, breve ma carica di entusiasmo, il musicista e compositore modicano Giovanni Caccamo ha commentato l’esibizione di Patty Pravo nella prima serata del Festival di Sanremo, dove l’artista veneziana ha interpretato “Opera”, brano firmato proprio da Caccamo.

“Opera” si muove su coordinate fortemente teatrali, come suggerisce il titolo stesso. È una canzone che gioca sull’ampiezza delle immagini e su un linguaggio solenne, quasi liturgico in alcuni passaggi. Nei versi – «Sono polvere e luce / sono voce che brucia nel vento» – emerge quella cifra poetica che da sempre contraddistingue la scrittura di Caccamo: un lessico evocativo, fatto di contrasti (ombra/luce, silenzio/grido, fragilità/forza) e di immagini universali.

Il ritornello – «Questa vita è un’opera / che mi esplode nell’anima» – punta tutto su un crescendo emotivo che si apre in una melodia ampia, pensata per valorizzare un’interprete dalla personalità forte. Non è un brano costruito per l’immediatezza radiofonica, ma per lasciare un segno attraverso l’intensità e la costruzione narrativa.

Patty Pravo ha affrontato “Opera” con il suo stile inconfondibile: postura scenica essenziale, sguardo magnetico e una vocalità che privilegia l’espressività al virtuosismo. La sua interpretazione ha accentuato il lato drammatico del pezzo, trasformando ogni parola in gesto, ogni pausa in sospensione teatrale.

Se in alcuni punti la linea melodica appare volutamente spigolosa, è proprio lì che si inserisce la cifra interpretativa dell’artista: la scelta di non “addolcire” il brano, ma di restituirne la tensione interna. L’effetto complessivo è quello di una performance intensa, coerente con l’identità di una cantante che ha fatto della sperimentazione e della libertà stilistica il proprio marchio.

Per Giovanni Caccamo, nato a Modica, il palco di Sanremo non è una novità. Dopo la vittoria tra le Nuove Proposte nel 2015 e la successiva affermazione tra i Big, il cantautore siciliano ha costruito un percorso artistico incentrato sulla parola e sulla dimensione poetica della musica.

Allievo e scoperto da Franco Battiato, Caccamo ha sempre mostrato una forte attenzione alla contaminazione tra musica e letteratura, pubblicando anche progetti editoriali e collaborando con grandi interpreti della canzone italiana. La sua scrittura tende a superare la forma canzone tradizionale, cercando un respiro più ampio, quasi filosofico.

Con “Opera”, Caccamo conferma questa vocazione: un brano che non punta alla leggerezza, ma alla profondità. Il suo commento – “Immensa!” – non è soltanto un’esclamazione entusiastica, ma sembra racchiudere la soddisfazione di chi vede prendere vita, sul palco più importante della musica italiana, una propria visione artistica.

In un Festival spesso dominato dall’immediatezza, “Opera” si distingue come proposta densa, stratificata, destinata più all’ascolto attento che al consumo rapido. E proprio per questo, nel bene o nel male, lascia traccia.

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