Parla Lorenzo Licitra: “Dedico la vittoria a mio nonno scomparso durante X-Factor”. VIDEO della proclamazione

Una frenetica giornata da vincitore di X-Factor. Sveglia presto, anche se ha passato la notte praticamente insonne, e poi di corsa interviste in esclusiva per Sky e per Radio 102,5 ed ancora altri appuntamenti ed altre interviste programmate. Lorenzo Licitra, il giovane tenore ragusano vincitore di X-Factor, si è trovato ancora una volta catapultato in un altro mondo. Dopo il salto che ha fatto, dai palchi della provincia iblea ma anche con importanti uscite in giro per il mondo, si è trovato sul palco importante del talent show internazionale che, nonostante gli avversari fossero considerati i favoriti, è riuscito a centrare l’obiettivo e a vincere il contratto con la Sony. 

Si è tolto l’abito del tenore perfettino per indossare quella della popstar bella e dannata (in verità ancora molto poco dannata), con un percorso di cambiamento musicale che è stato suggellato dalla sua vittoria ma anche dalla sue lacrime e da quelle del suo giudice Mara Maionchi. 

Con la vittoria dell’undicesima edizione del talent di casa Sky e l’esibizione del 14 dicembre sul palco della finale più vista di sempre (+22 per cento rispetto allo scorso anno), l’artista ragusano può dire di essere approdato ufficialmente nel mondo della musica leggera. 

Ha avuto modo di incontrare i giornalisti e il nuovo vincitore parla a cuore aperto. Ecco gli stralci delle sue dichiarazioni rilasciate a FoxLife. Quel che colpisce è la sua umiltà e la dedica al nonno, scomparso proprio durante il talent X-Factor.

Innanzitutto, complimenti Lorenzo per la tua vittoria! Cosa ti è passato per la mente quando Alessandro Cattelan ha proclamato il tuo nome?
Beh, i Måneskin erano quotatissimi ed ero convinto che avrebbe detto il loro nome. A me andava benissimo il secondo posto, perché la mia vittoria già era stare al Forum e presentare lì il mio inedito. Poi, però, ha chiamato me… e la prima cosa che ho fatto è stata buttarmi a terra: non ci credevo e, davvero, ancora non ci credo.

Beh, sul palco del Forum si è vista pienamente tutta l’energia che sei in grado di sfoderare quando canti…
Devo dire che Mara mi ha sempre consigliato di dimostrare sul palco, dal vivo, non solo di avere la voce ma di sapermi muovere, che è importante la componente fisica. E al Forum è stato impossibile restare fermo! Ho cercato anche col corpo di comunicare il mio messaggio e di essere molto più emozionante anche con i gesti. Ho percorso quasi tutto il palco avanti e indietro e forse a casa è arrivato anche quello.
Che cosa ti ha dato la carica durante la finale?
Ho sentito che accanto avevo un pubblico immenso che mi stava dando qualcosa: se fossi rimasto timido e inerme non avrei portato a casa un risultato positivo. Ho voluto cavalcare l’emozione di quell’onda ed è stata una festa bellissima: ho tirato fuori quello che sentivo.
Se riguardi il tuo percorso ne sei soddisfatto?
È stato tutto step by step, un percorso in crescita, una presa di coscienza con il palco e con il pubblico. Il cerchio si è chiuso forse alla sesta puntata, quando abbiamo riproposto l’inedito e c’è stata la possibilità di esprimere una nostra preferenza con una cover. Lì mi è tornata un po’ la voglia di scommettere come alle audizioni: per questo ho scelto un brano ultra pop come Million Reasons di Lady Gaga che mi ha dato la possibilità di dare un’immagine nuova. Ne sono soddisfatto.

Che cosa hai cercato in questa nuova immagine più pop?
Sicuramente mi diverto di più giocando e sperimentando: è quello che mi entusiasma di più e credo che anche al pubblico piaccia. Penso che sia la strada giusta.

A chi dedicheresti la vittoria?
La dedico a due persone: Fortunato Zampaglione, l’autore del mio inedito In the Name of Love, che ha saputo identificarmi con un brano che è come un mio vestito perfetto. E, poi, a mio nonno che è venuto a mancare in questi due mesi e mi ha seguito in una maniera certamente un po’ diversa.

Sei un artista che ha un appeal molto internazionale: l’estero potrebbe essere nei tuoi piani?
Sì, c’è in cantiere l’idea di portare la mia musica anche fuori dall’Italia e quindi la via internazionale la terremo sempre in conto. Però, voglio anche cantare in italiano e sperimentare nella mia lingua.

 

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