Papa Leone a Lampedusa: “I migranti morti in mare vittime sia di decisioni prese che di decisioni mancate”

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Papa Francesco a Lampedusa.  Nell’isola siciliana nel cuore del Mediterraneo il Pontefice rende omaggio ai migranti. Tredici anni dopo Francesco, che visitò l’isola nel primo viaggio del suo pontificato (8 luglio 2013), anche il Papa venuto dagli Stati Uniti (con passaporto statunitense e peruviano) anche Leone sbarca sull’Isola delle Pelagie divenuta nel tempo simbolo di accoglienza.

La storia di Lampedusa fa il paio con Pozzallo. Lampeduisa e Pozzallo distano poche decine di miglia. Le due città sono una sorta di front office dell’accoglienza, con un sistema che nel tempo si è standardizzato. Se un tempo i migranti arrivavano spontaneamente sulle spiagge con i barconi, oggi vengono soccorsi in mare dalla Guardia Costiera o dalle navi delle Ong e poi fatti sbarcare in sicurezza.

La visita di Papa Leone è interamente dedicata ai migranti. Per loro lancia un appello all’Europa: “Vari subito un piano di accoglienza e protezione per coloro che approdano sulle nostre coste”.

Una voce, quella del Pontefice, che appare in controtendenza e in netta contraddizioni con le scelte più recenti sia degli Stati Uniti che dell’Europa.

Donald Trump vorrebbe rimandare indietro i migranti, erigere muri, L’Europa parla di piano di remigrazione. Leone contrappone un piano di accoglienza.

La visita di Papa Leone ha un significato religioso, ma è anche un messaggio politico. Si parte dal vangelo del Buon Samaritano, di colui che si ferma a soccorrere il viandante. È il modello che Leone propone a tutti.

Un viaggio breve, ma ogni gesto è carico di simboli: l’arrivo a Lampedusa, l’omaggio al cimitero dei migranti, con i fiori deposti davanti alla tomba di Joussef, il bimbo di sei mesi morto tra le braccia della sua mamma, la visita alla Porta d’Europa, il monumento di Mimmo Palladino simbolo di accoglienza, realizzato nel 2008. Il Papa la attraversa, così come simbolicamente fa ogni migrante che approda sull’isola. Con lui c’è una famiglia, una donna e i suoi due figli, tra cui una bambina di pochi anni. Poi sale sugli scogli e saluta il mare e, con esso, i migranti morti che i suoi fondali ospitano. Poi c’è il Molo Favarolo, dove i migranti approdavano e continuano ad approdare. Quel molo, da oggi, è dedicato a Papa Francesco. Leone si ferma in preghiera e benedice. Poi saluta i volontari e i migranti presenti al molo. Qualcuno tra questi è arrivato solo da pochi giorni. Nella messa celebrata allo stadio Arena, davanti alla gente di Lampedusa, a tanti pellegrini giunti dalla Sicilia, il Papa parla ancora di accoglienza .

“I morti in questo mare sono vittime sia di decisioni prese, sia di decisioni mancate” afferma Leone. E chiede all’Europa di varare “un piano di “primo soccorso in un piano strategico di lungo periodo, capace di accogliere, proteggere, promuovere e integrare i migranti e, nello stesso tempo, lavorando per lo sviluppo, così che nessuno sia costretto a emigrare. Tutto questo vigilando sul rispetto della dignità di ogni persona. È un compito delle istituzioni pubbliche ma anche di tutta la società civile e della Chiesa”.

Un mese fa, nella visita alle Isole Canarie il Papa aveva reso omaggio ai migranti: “Mi inchino davanti a voi” e aveva denunciato la presenza in mare di “mostri di mafie e trafficanti”.

Ieri il Papa aveva mandato un messaggio al suo paese, gli Stati Uniti, che festeggiano oggi i 250 anni della Dichiarazione di Indipendenza, cosa che ne fa la più antica repubblica del mondo.  Donald Trump aveva invitato Papa Leone negli States, ma Papa Francesco non ha raccolto l’invito e in quel giorno si è recato a Lampedusa. Papa Prevost ha ricordato la storia degli Stati Uniti, “il Paese apriva le porte a ondate successive di immigrati, consentendo a loro e ai loro figli di contribuire a plasmare il futuro della nazione», ricordando la vocazione del suo paese come difensore della libertà, contrapposta alla visione nazionalista, alla tentazione di chiusura”. Anche qui il messaggio è chiaro. Fonte foto Vatican News

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