“OPERAZIONE SMACK”

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a Polizia di Stato – Squadra Mobile di Ragusa Sezione Antirapine – ha arrestato Cavallaro Salvatore nato a Catania il 22.09.1992 ed ivi residente in esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Ragusa su richiesta del Sost. Procuratore della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ragusa, poiché ritenuto responsabile di ben 8 rapine commesse nelle province di Ragusa, Siracusa, Catania e Messina per un totale di quasi 100.000 euro, unitamente al personale della Squadra Mobile di Catania.

All’odierno arrestato vengono contestate le seguenti rapine commesse tutte utilizzando un taglierino per minacciare dipendenti e clienti delle diverse filiali della Banca Popolare di Ragusa:

 

  1. in data 26.07.2013, filiale di Modica Alta (RG) per un totale di quasi 10.000 euro;
  2. in data 23.08.2013, filiale di Piedimonte Etneo (CT) per un totale di quasi 9.000 euro;
  3. in data 03.09.2013 filiale di Avola (SR) per un totale di quasi 30.000 euro;
  4. in data 12.09.2013 filiale di Comiso (RG) per un totale di  quasi 15.000 euro;
  5. in data 25.09.2013 filiale di Bronte (RG) per un totale di quasi 7.000 euro;
  6. in data 08.10.2013 filiale di Capo d’Orlando (ME) per un totale di quasi 11.000 euro;
  7. in data 17.10.2013 filiale di Pozzallo (RG) per un totale di 10.000 euro;
  8. in data 04.12.2013 filiale di Piedimonte Etneo (CT) per un totale di quasi 1.500 euro.

 

Gli investigatori della Squadra Mobile della Polizia di Stato di Ragusa unitamente al personale della Squadra di Polizia Giudiziaria del Commissariato di Modica nel luglio 2013 effettuavano un intervento per rapina presso la filiale della Banca Popolare di Ragusa di Modica Alta acquisendo ogni utile elemento d’indagine per risalire all’autore del grave reato commesso con l’uso di un pericoloso taglierino, in quell’occasione puntato alla gola di uno dei cassieri.

Nel mese di agosto, nelle more delle indagini condotte dagli investigatori della Polizia di Stato, l’Ufficio Sicurezza della Banca Popolare di Ragusa, forniva ulteriori fotogrammi del rapinatore in azione presso la filiale di Avola, cosa che indirizza gli investigatori su un soggetto che prediligeva il predetto istituto di credito e quindi si aveva di fronte un rapinatore seriale.

Gli elementi raccolti portavano quindi allo studio dei soggetti rapinatori seriali di origini catanesi, in quanto le vittime avevano più volte specificato che l’accento era marcatamente etneo.

Difficile poter risalire all’autore delle rapine in quanto con molta probabilità non era mai stato fotosegnalato, difatti agiva a volto scoperto senza alcun timore di essere ripreso, addirittura nonostante la giovane età, con spregiudicatezza, al termine delle rapine mandava baci alle dipendenti delle filiali, da qui l’odierna operazione di Polizia è stata denominata “SMACK”.

Gli investigatori quotidianamente aggiornavano le banche dati dei soggetti ricercati e catturati dai diversi uffici di Polizia, in particolar modo nel mese di ottobre si rendevano conto che un altro ufficio aveva tratto in arresto un soggetto diverso dal Cavallaro credendo fosse lui, permettendo così di liberarlo in quanto estraneo ai fatti e continuando così le ricerche di quello che poteva essere definito come un rapinatore davvero abile sia nel compiere le rapine che a nascondersi subito dopo senza commettere errori.

Cavallaro oltre a compiere le rapine puntando il taglierino sia ai dipendenti che ai clienti, agiva sempre in pochi minuti; fatto ingresso in banca, si avvicinava alle casse e con un balzo saltava il bancone ed estraeva il taglierino; dopo aver rassicurato i dipendenti li incitava a mettere tutto il denaro in cassa e si lamentava qualora fossero lenti o avessero poco denaro disponibile.

La particolarità che destava particolare attenzione era l’altezza del rapinatore, difatti 198 centimetri non passano inosservati, ma nonostante tutto non si riusciva ad individuarlo.

Considerata l’altezza e che soggetti del genere possono chiedere l’esenzione dal ticket sanitario per gigantismo si effettuava una certosina indagine anche su tutti i richiedenti l’esenzione presso l’ASP di Catania, ma anche questo tentativo andava in fumo.

Gli investigatori della Squadra Mobile ragusana riuscivano dalle analisi dei fotogrammi inseriti nel sistema della banca dati dei detenuti a scorgere una somiglianza con un soggetto arrestato in una brillante e rischiosa operazione del Commissariato di Polizia a Palma di Montechiaro (AG), durante una rapina ai danni di un Istituto di Credito.

Estrapolata la fotografia, gli operatori di Polizia della Squadra Mobile, coordinati dalla Procura della Repubblica di Ragusa, si recavano presso tutte le filiali rapinate. Attraverso un attento riconoscimento fotografico effettuato dai dipendenti e clienti presenti al momento delle rapine, si suffragavano gli elementi raccolti mediante la comparazione delle immagini degli impianti di videsorveglianza e delle foto presenti in banca dati.

L’attività d’indagine è stata condotta dalla Squadra Mobile di Ragusa e dalle consorelle Squadre Mobili di Messina, Siracusa e Catania, con il fondamentale apporto dei Commissariati di Avola, Palma di Montechiaro, Modica, Comiso e di Capo d’Orlando. Difatti in ogni occasione gli investigatori competenti per territorio fornivano un fondamentale apporto alle indagini per addivenire all’esatta identità del rapinatore seriale cosicché il lavoro sinergico in pochi mesi ha permesso di catturare un pericoloso criminale fermando la sua escalation di rapine per altro pericolose in quanto utilizzava un pericoloso taglierino.

In data 14 febbraio, per San Valentino, il rapinatore gentiluomo è stato catturato presso la sua abitazione di Camporotondo Etneo (CT) dagli uomini della Squadra Mobile di Ragusa e Catania. Il giovane rapinatore seriale è stato sottoposto ai rilievi foto dattiloscopici presso la Polizia Scientifica e successivamente condotto al carcere di Piazza Lanza di Catania. Anche in questo caso, a richiesta degli agenti del perché mandasse baci alle donne presenti, lo stesso ha dichiarato che lo faceva per “gioco” e considerata la richiesta degli investigatori mentre l’auto di servizio lo conduceva al carcere omaggiava anche gli uomini di questa particolare “attenzione”.

La Polizia di Stato, anche in questo caso, sottolinea l’importanza della collaborazione delle vittime per addivenire all’identità degli autori del reato subito. In questa occasione l’Ufficio Sicurezza della Banca Popolare di Ragusa ha fornito un supporto all’indagini molto rilevante, considerato il continuo scambio informativo delle immagini e le dichiarazioni dei dipendenti che, seppur impauriti dall’uso dell’arma, hanno fornito importanti elementi probatori.

 

 

 

 

                                                                          

 

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