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Nuova fiammata africana sull’Italia: al Sud torna il caldo estremo, fino a 45°C
25 Ago 2026 09:01
L’estate non ha ancora intenzione di mollare la presa. Dopo una fase più instabile che coinvolgerà soprattutto il Centro-Nord, sull’Italia è in arrivo una nuova e intensa fiammata africana destinata a riportare le temperature su valori eccezionali, con punte che potranno raggiungere i 44-45°C nelle aree più esposte del Paese.
A delineare lo scenario è Manuel Mazzoleni, meteorologo di 3bmeteo.com, secondo cui nei prossimi giorni le regioni meridionali resteranno sotto il dominio dell’anticiclone subtropicale. Il passaggio di perturbazioni sul Centro-Nord favorirà infatti il richiamo di masse d’aria roventi dal Nord Africa, con temperature in quota fino a 27-29°C a circa 1.500-1.600 metri.
Giovedì e venerdì il picco del caldo africano
Il momento più intenso della nuova ondata di calore è atteso tra giovedì e soprattutto venerdì. Saranno le regioni meridionali e le isole maggiori a sperimentare le condizioni più estreme, con valori diffusamente superiori alle medie del periodo e anomalie che potranno raggiungere gli 8-12°C.
In Sardegna, soprattutto nell’area del Campidano, i termometri potranno spingersi fino a 43-44°C. Nelle zone interne della Sicilia sono invece attesi picchi di 40-42°C, mentre temperature analoghe potranno interessare il Cosentino, il Metapontino e il Tavoliere.
Il caldo sarà molto intenso anche nelle aree interne di Molise e Campania, dove si potranno raggiungere i 38-40°C. L’ondata di calore non risparmierà completamente il Centro: venerdì le massime potranno arrivare a 36-38°C, con punte isolate di 39-40°C soprattutto tra Lazio e Abruzzo.
Sicilia ancora nella morsa del caldo
La Sicilia sarà una delle regioni maggiormente interessate dalla nuova avvezione africana. Le temperature più elevate sono attese soprattutto nelle aree interne, dove l’assenza dell’effetto mitigatore del mare favorirà valori prossimi o superiori ai 40°C.
Il quadro sarà comunque differente tra le varie zone dell’isola. Le coste potranno beneficiare maggiormente delle brezze e dell’influenza marina, mentre nelle aree interne il caldo sarà più intenso e persistente.
La nuova fiammata arriva inoltre dopo una stagione caratterizzata da frequenti episodi di caldo intenso, riportando ancora una volta l’attenzione sulla crescente frequenza delle masse d’aria estremamente calde che raggiungono il Mediterraneo.
Centro-Nord sotto i temporali mentre il Sud resta rovente
Il contrasto meteorologico sarà particolarmente evidente nei prossimi giorni. Mentre il Sud resterà protetto dall’anticiclone subtropicale, il Centro-Nord sarà interessato dal passaggio di perturbazioni atlantiche capaci di provocare rovesci e temporali.
Una prima perturbazione rinnoverà l’instabilità fino al pomeriggio di oggi, mentre una seconda è attesa sul finire di giovedì. I primi fenomeni interesseranno l’arco alpino e nella giornata di venerdì potranno intensificarsi, risultando localmente forti sulle Alpi centrali.
I temporali potranno inoltre sconfinare verso le Prealpi e, in maniera più occasionale, sulla Valpadana centro-orientale e sull’alto versante tirrenico. Il risultato sarà un’Italia meteorologicamente divisa in due, con il Nord alle prese con l’instabilità e il Mezzogiorno nuovamente sotto una massa d’aria bollente.
Venerdì giornata chiave, poi il calo delle temperature
Venerdì sarà la giornata più delicata dal punto di vista del caldo al Sud, ma anche quella caratterizzata dal maggiore contrasto tra le diverse aree del Paese. Al Nord le massime saranno generalmente comprese tra 26 e 32°C, anche se sull’est dell’Emilia e in Romagna potranno verificarsi picchi temporanei di 35-37°C.
Sabato la coda della perturbazione porterà ancora variabilità al Centro-Nord, con la possibilità di rovesci e temporali soprattutto al Centro e sul Nord-Est. Nel frattempo le temperature inizieranno a diminuire al Centro e su parte del Sud.
Il caldo estremo non verrà però cancellato completamente. Valori superiori ai 40°C potranno infatti resistere nelle zone dell’estremo Mezzogiorno, mentre domenica il sole tornerà protagonista su gran parte del Centro-Nord, con la possibilità di qualche temporale di calore sulle Alpi.
Settembre potrebbe iniziare ancora con un’Italia divisa in due
La prospettiva per l’inizio di settembre, pur restando da confermare, non sembra indicare una vera svolta stagionale immediata. Secondo la tendenza delineata da 3bmeteo, l’Italia potrebbe continuare a essere divisa in due dal punto di vista termico.
Al Sud le temperature potrebbero mantenersi oltre i 34-35°C, mentre al Centro-Nord i valori potrebbero scendere anche sotto i 30°C. Per una rinfrescata più decisa sulle regioni meridionali potrebbe essere necessario attendere il primo weekend di settembre.
Il caldo estremo sul Mediterraneo è sempre più frequente
La nuova ondata di calore si inserisce in un contesto più ampio. Secondo l’analisi illustrata da Mazzoleni, la frequenza delle avvezioni di aria estremamente calda verso il Mediterraneo è aumentata sensibilmente negli ultimi decenni.
Il confronto tra il periodo 1948-1977 e quello 1996-2025 mostra infatti che la frequenza estiva delle giornate con temperature superiori a 25°C alla quota di 850 hPa, circa 1.500-1.600 metri, è passata dall’1,7% al 3,6%. In altre parole, è più che raddoppiata.
Il dato indica una maggiore frequenza delle configurazioni atmosferiche capaci di trasportare verso il Mediterraneo masse d’aria appartenenti alla fascia più estrema della distribuzione termica. Quando l’anticiclone subtropicale riesce a espandersi verso l’area mediterranea, dunque, aumenta la possibilità di assistere a episodi di caldo particolarmente intenso.
Una nuova sfida per il Sud
La prossima fiammata africana conferma così una tendenza ormai evidente: mentre il Centro-Nord può essere interessato da passaggi perturbati e temporali, il Mezzogiorno continua a essere esposto a fasi di caldo eccezionale.
Tra giovedì e venerdì il termometro tornerà dunque a guardare verso l’alto, con punte fino a 43-44°C in Sardegna e 40-42°C nelle zone interne della Sicilia. Un nuovo episodio di caldo estremo che, al di là della durata della singola fase, si inserisce in un quadro nel quale le masse d’aria eccezionalmente calde sembrano raggiungere il Mediterraneo con una frequenza sempre maggiore.
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