“Monisteri ter”: l’annuncio arriva di venerdì 17. E sotto l’ombrellone a Modica si parla di politica

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Alla fine è arrivato l’azzeramento della giunta. O, per essere precisi, l’annuncio dell’azzeramento, perché il provvedimento deve ancora essere formalizzato. Una differenza non di poco conto, visto che fino all’ultimo il sindaco Maria Monisteri continua a lasciare aperto uno spiraglio.
E non è un dettaglio.
Perché nel comunicato diffuso ieri il primo cittadino mette subito nero su bianco un elemento politico destinato a pesare sul dibattito dei prossimi giorni: a chiedere l’azzeramento è stata Forza Italia.
Una precisazione che non sembra casuale. Anzi, appare quasi il punto di partenza per comprendere quanto accaduto nelle ultime settimane.
C’è poi una coincidenza che inevitabilmente presta il fianco a qualche battuta.
La decisione arriva proprio di venerdì 17, giorno che la tradizione popolare considera poco fortunato. Superstizioni a parte, la politica modicana difficilmente avrebbe potuto scegliere una data più simbolica per aprire l’ennesimo capitolo di una vicenda che tiene banco ormai da settimane.
E se qualcuno sperava che l’estate e i 40 gradi all’ombra avrebbero spostato l’attenzione su mare e granite, probabilmente dovrà ricredersi.
Sotto gli ombrelloni, nelle piazze e nei bar, in queste ore, si parlerà inevitabilmente del nuovo capitolo della politica cittadina. Dopo il “Monisteri bis”, nato con il rimpasto del febbraio 2025, adesso tutti già parlano del possibile “Monisteri ter”.
Una crisi che non nasce dall’amministrazione. Definirla una crisi amministrativa, infatti, sarebbe riduttivo. Le difficoltà sono nate altrove.
Il punto di rottura risale allo scontro in Consiglio comunale quando il consigliere Corrado Roccasalvo chiese pubblicamente le dimissioni dell’assessore Antonio Drago e delle due consigliere a lui politicamente vicine.
Da quel momento la vicenda ha assunto una dimensione diversa.
Drago ha rivendicato la propria autonomia politica, definendosi un “uomo libero” e ribadendo di voler continuare ad esserlo. Una posizione che, secondo quanto emerso successivamente, non sarebbe stata condivisa dagli esponenti cittadini di Forza Italia, che auspicavano invece un suo ingresso nel partito.
È da lì che una questione inizialmente circoscritta si è trasformata in una frattura sempre più difficile da ricomporre.
Chi conosce le dinamiche di Palazzo San Domenico racconta un sindaco che, fino all’ultimo, ha provato a evitare questo epilogo. Maria Monisteri non avrebbe mai voluto rinunciare alla squadra che lei stessa aveva costruito e scelto.
Tra sindaco e assessori, al netto delle differenze politiche, si era consolidato un rapporto di fiducia personale oltre che amministrativa. Una squadra che, secondo la stessa Monisteri, aveva lavorato bene e garantito stabilità all’azione di governo.
Non è un caso che, ancora oggi, il sindaco parli di una decisione non ancora formalizzata.
Anzi, il messaggio lanciato nel comunicato lascia intendere qualcosa di più: fino all’ultimo resta la speranza di ritrovare le chiavi per ripartire con gli stessi assessori, senza considerare definitivamente conclusa questa esperienza amministrativa. Quali possano essere, però, le condizioni per arrivare a una ricomposizione non è ancora chiaro.
Nelle settimane scorse il tentativo sarebbe stato quello di mantenere Antonio Drago in giunta anche come indipendente, trovando un punto d’incontro con gli azzurri.
Secondo quanto trapelato, però, all’assessore sarebbe stato chiesto di sottoscrivere un documento di chiarimento nei confronti del partito. Drago avrebbe ritenuto di non avere nulla di cui scusarsi, pur ribadendo rapporti personali improntati al rispetto.
Da lì la situazione avrebbe preso una piega ormai difficilmente reversibile.
Negli ambienti politici viene ormai dato quasi per certo che Antonio Drago e Tino Antoci siano destinati a lasciare l’esecutivo. Ma non potrebbe escludersi anche un terzo.
La conferenza stampa annunciata dal sindaco servirà a chiarire quale sarà la composizione del nuovo esecutivo. Nel frattempo resta una sensazione.
Più che la chiusura di un’esperienza, quello annunciato da Maria Monisteri sembra quasi un ultimo tentativo di salvarla. Nel suo comunicato non c’è il linguaggio di chi archivia una stagione politica, ma quello di chi continua a sperare che, prima della firma definitiva, si possa ancora trovare una soluzione.
Se accadrà oppure no lo diranno le prossime ore.
Una cosa, però, appare già certa: tra un bagno, una granita e temperature che sfiorano i 40 gradi, quest’estate i modicani avranno un argomento in più di cui discutere sotto l’ombrellone. Perché, dopo il Monisteri bis, tutti aspettano di capire se davvero nascerà il Monisteri ter… o se, all’ultimo minuto, qualcuno riuscirà ancora a cambiare il finale di questa storia politica.

Foto generata con AI

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