Separazione burrascosa, assolto da maltrattamenti: 6 mesi di ‘terapia’ per le minacce

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Assolto dai maltrattamenti, condannato per minacce. Una separazione burrascosa in corso e in mezzo una bimba piccola. Dopo la denuncia della moglie, all’uomo era stato applicato il divieto di avvicinamento e il braccialetto elettronico. Giunti a giudizio, il Pubblico ministero, il sostituto procuratore Marco Rota e il difensore dell’imputato, l”avvocato Enrico Cultrone, hanno sostenuto che i comportamenti violenti dell’uomo (che aveva anche in una occasione distrutto la cucina dell’abitazione coniugale), le aggressioni verbali e le minacce via WhatsApp, erano stati dettati da sfoghi dell’uomo legati alla separazione in corso e alla paura di non potere avere con se e frequentare la figlia. Nessuna volontà di vessare la moglie insomma, tantomeno alla presenza della figlia minore.

Con la scelta dei rito abbreviato davanti al gup, Gaetano Di Martino, l’uomo è stato ritenuto colpevole, in primo grado, del reato di minacce, così è stata riqualificata l’originaria piu grave accusa, ed è stato condannato alla pena di 6 mesi di reclusione. La donna si è costituita parte civile, attraverso l’avvocata Irene La Ferla. La pena e’ stata sospesa a condizione che l’uomo rispetti l’obbligo di affrontare un percorso di recupero presso un ente o una associazione che si occupa di soggetti che hanno assunto comportamenti violenti nei confronti dei famigliari. L’uomo dovrà risarcire la parte civile secondo quanto verra stabilito in altra sede e rifondere le spese legali sostenute dalla donna.

La misura cautelare è stata revocata.

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