Migranti sbarcati col gommone a Pozzallo, sistemati in un centro accoglienza della provincia

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Un barcone, con 101 migranti a bordo, è stato intercettato a circa 3 miglia da Pozzallo da una imbarcazione della Capitaneria di Porto e trainato all’interno della struttura portuale.
Dopo il decreto interministeriale che ha sancito la chiusura ai migranti di tutti i porti italiani, perché l’epidemia non consente di garantire condizioni sicure per lo sbarco, i trafficanti di carne umana hanno cambiato strategia: sono ritornati all’utilizzo di navi-madre che, arrivate a poche miglia dalla costa, abbandonano al loro destino i migranti su piccole imbarcazioni.

Sin dal primo momento il Sindaco di Pozzallo Roberto Ammatuna si è recato al porto di Pozzallo per affrontare di persona la difficile situazione.
Grazie all’impegno del primo cittadino, ancora una volta a Pozzallo si è riusciti a coniugare l’accoglienza con l’umanità: i migranti, visitati e rifocillati, saranno immediatamente trasferiti in un centro di accoglienza in provincia di Ragusa.

“Rimarrò presente fino alla partenza del pullman che trasferirà i migranti ad altra sede – afferma Ammatuna – per assicurarmi che tutto si svolga secondo quanto stabilito”.
“Un ringraziamento va al Prefetto ed ai suoi collaboratori – prosegue il Sindaco di Pozzallo – che si sono subito attivati per trovare soluzione al problema, così come vanno ringraziati ancora una volta gli uomini e le donne delle forze dell’ordine, dell’apparato sanitario e del mondo del volontariato”.

“Adesso bisogna studiare una nuova azione per affrontare il cambio di strategia degli scafisti – continua Ammatuna – e l’idea di una nave militare al largo capace di accogliere e controllare da un punto di vista sanitario i migranti potrebbe essere la soluzione migliore”.
“Sono certo – conclude il Sindaco di Pozzallo – che il Ministro Lamorgese ed i suoi collaboratori studieranno, come sempre con grande attenzione, il problema e troveranno il modo di risolverlo”.

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