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Medici di base in sciopero a Ragusa: 48 ore di protesta contro le criticità della sanità territoriale
18 Lug 2026 09:47
I medici di assistenza primaria dell’Asp di Ragusa incrociano le braccia. Le organizzazioni sindacali Fimmg, Fmt e Snami hanno proclamato uno sciopero di 48 ore fissato per il 30 e 31 luglio 2026, dopo il mancato accordo al termine della procedura di conciliazione e raffreddamento convocata in Prefettura lo scorso 25 giugno.
La mobilitazione coinvolgerà i medici di medicina generale del territorio ibleo e nasce, secondo le sigle sindacali, dalla necessità di affrontare una serie di problemi che da tempo incidono sull’organizzazione del lavoro dei professionisti e sulla qualità dell’assistenza garantita ai cittadini.
Sindacati contro i ritardi nell’organizzazione della medicina territoriale
A proclamare lo sciopero sono stati i rappresentanti provinciali delle tre organizzazioni: Roberto Licitra per la Fimmg, Alessandro Tumino per la Fmt e Concetta Brugaletta per lo Snami.
Al centro della protesta ci sono diverse criticità, a partire dalla mancata applicazione delle norme previste dall’Air 2025 e dall’Acn 2022-2024, ritenute fondamentali per il funzionamento della medicina generale.
I sindacati contestano inoltre il mancato coinvolgimento dei medici di famiglia nell’attuazione del decreto ministeriale 77, il provvedimento che definisce il nuovo modello dell’assistenza sanitaria territoriale.
“Serve un sistema che funzioni per medici e cittadini”
Un altro punto evidenziato dalle organizzazioni riguarda la mancata presa in carico dei pazienti cronici da parte della specialistica e le difficoltà legate agli strumenti informatici messi a disposizione dall’Asp di Ragusa.
Secondo i sindacati, le attuali criticità rallentano procedure fondamentali come la prescrizione delle ricette e la gestione delle prenotazioni specialistiche, creando disagi sia ai medici sia agli utenti.
«Non si tratta di una protesta fine a se stessa – spiegano i rappresentanti sindacali – ma di una richiesta di attenzione verso problemi che incidono direttamente sulla qualità dell’assistenza e sul rapporto tra medico e paziente. Serve un sistema che funzioni, che valorizzi la medicina territoriale e che garantisca risposte concrete ai cittadini».
Garantiti i servizi essenziali durante lo sciopero
Durante le due giornate di sciopero saranno comunque assicurate le prestazioni indispensabili e i servizi minimi previsti dalla normativa vigente e dagli accordi di settore.
Le sigle sindacali sottolineano che la protesta rappresenta un segnale rivolto all’Asp di Ragusa e alle istituzioni regionali, con l’obiettivo di aprire un confronto concreto sulle difficoltà della medicina di famiglia.
La mobilitazione, dunque, non viene indicata come un punto finale, ma come un passaggio per chiedere interventi strutturali e un nuovo equilibrio nella gestione della sanità territoriale.
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