Marina di Modica e la “questione” pane serale. Forse Confcommercio non conosce bene la realtà della frazione

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La replica di Confcommercio Modica al nostro articolo sulla situazione di Marina di Modica merita una precisazione. E non tanto per la questione del pane in sé, quanto per ciò che quella circostanza voleva rappresentare: una frazione che, con l’arrivo di settembre, sembra svuotarsi rapidamente di persone e servizi.

Spiace constatare che proprio l’associazione che dovrebbe conoscere da vicino il tessuto commerciale della frazione non sia, a nostro avviso, sufficientemente informata su ciò che accade nelle ore serali.

Il riferimento alle 20.45 non era una condanna ai commercianti, né tantomeno un’accusa nei loro confronti. Anzi, il nostro plauso va proprio a quegli operatori che continuano a lavorare e a tenere aperte le proprie attività nonostante una situazione tutt’altro che semplice.

Ma i fatti che abbiamo verificato sono diversi da quelli riportati nella nota di Confcommercio: i due panifici della frazione non risultano più aperti nelle ore serali e uno dei supermercati chiude, da sempre, alle 20. Dunque, sostenere che il problema non esista perché «il pane si può comprare anche alle 20.30» rischia di spostare il dibattito su un dettaglio, perdendo di vista il tema vero.

Perché è evidente che non è il pane il problema di Marina di Modica.

Il pane è stato semplicemente l’esempio concreto di una situazione che si percepisce passeggiando per la frazione in questi primi giorni di settembre: meno persone, meno attività aperte, meno servizi e una sensazione di stagione già archiviata, nonostante l’estate non sia ancora formalmente terminata.

Nessuno vuole mettere sul banco degli imputati i commercianti. Al contrario: sono spesso i primi a pagare il prezzo di una frazione che fatica a mantenere una propria vitalità oltre i mesi di maggiore afflusso. E sappiamo bene quanto abbiano investito, lavorato e contribuito anche all’organizzazione delle iniziative estive.

Ma proprio per questo sarebbe sbagliato nascondersi dietro un dito.

Se Confcommercio ha ancora dubbi sulla situazione, provi semplicemente a fare una cosa molto concreta: prendere l’auto, arrivare a Marina di Modica una sera di questi giorni e provare a comprare il pane dopo le 20.30. Potrà così verificare direttamente la situazione.

Certo, ci si può organizzare. Si può comprare il pane prima, arrivare con la spesa già fatta o spostarsi altrove. Ma non è questo il punto.

Il punto è chiedersi perché una località che dovrebbe vivere di turismo e di presenze riesca, già ai primi di settembre, a perdere così rapidamente servizi e vitalità.

E su questo, forse, sarebbe molto più utile aprire un confronto serio tra Amministrazione, commercianti, associazioni di categoria e cittadini, senza trasformare una semplice osservazione in un attacco agli operatori.

Perché il problema di Marina di Modica non è chi tiene o non tiene aperto il proprio negozio. Il problema è capire perché, quando arriva settembre, ci siano così poche persone per cui tenerlo aperto.

Di seguito riportiamo per conoscenza dei lettori la nota inviata da ConfCommercio

“Confcommercio Modica ha letto con viva sorpresa l’articolo pubblicato da un giornale online dal titolo “A Marina di Modica l’estate è già finita? Alle 20.45 anche comprare il pane diventa un problema”. “Rispettiamo pienamente – sottolinea il presidente sezionale Confcommercio Modica, Giorgio Moncada – il diritto della stampa di raccontare la città, di evidenziarne le criticità e di esprimere valutazioni, anche severe, sulla qualità della stagione estiva, sulla sua durata e sulla sua programmazione. Ma le opinioni sono opinioni. I fatti, invece, devono rimanere fatti. E il fatto è che a Marina di Modica sono presenti quattro attività nelle quali è possibile acquistare il pane, regolarmente aperte e che, nelle ore serali, garantiscono anche attraverso una turnazione la continuità del servizio. Così come sono regolarmente operative le numerose attività della ristorazione. Per questo sorprende leggere una rappresentazione secondo la quale, alle 20,45 del primo settembre, chi avesse necessità di acquistare del pane sarebbe costretto a prendere l’automobile e recarsi altrove. Semplicemente, non è così”.

“E dispiace ancora di più – continua Moncanda – perché dietro quelle saracinesche – aperte, non chiuse – ci sono imprenditori, lavoratori e famiglie che hanno affrontato un’altra stagione fatta di giornate lunghe, aperture prolungate, costi, organizzazione, lavoro e fatica. Tanta fatica. Non intendiamo entrare nel tema dei conti economici delle imprese, perché porterebbe la discussione altrove. Riteniamo però doveroso ricordare che un’attività commerciale non è un elemento astratto del paesaggio turistico: è fatta di persone che lavorano, investono, assumono responsabilità e garantiscono servizi. Persone che meritano la stessa attenzione e lo stesso rispetto che giustamente chiediamo per qualsiasi altra categoria. C’è poi un altro aspetto che rende questa rappresentazione particolarmente ingenerosa. I commercianti di Marina di Modica, sia quelli a posto fisso sia gli ambulanti, non si sono limitati a tenere aperte le proprie attività. Hanno investito direttamente per contribuire ad animare la stagione, sostenendo e organizzando eventi pubblici e iniziative rivolte alla comunità, ai villeggianti e ai visitatori. Possiamo e dobbiamo discutere se Marina di Modica abbia bisogno di una stagione più lunga, di una maggiore programmazione, di più servizi e di una strategia turistica capace di andare oltre i mesi centrali dell’estate. Su questo Confcommercio Modica è pronta, come sempre, a confrontarsi nel merito e a fare la propria parte. Così come è pienamente legittimo criticare l’Amministrazione comunale per ciò che ha fatto o non ha fatto. È compito della stampa esercitare liberamente la propria funzione critica ed è diritto di ciascuno esprimere le proprie valutazioni. Ma riteniamo altrettanto doveroso che questo confronto non avvenga sulla pelle dei commercianti e, soprattutto, che non prescinda dalla verifica della realtà dei fatti”.

“Non chiediamo sconti né rappresentazioni edulcorate della stagione appena trascorsa – ancora il presidente Moncada – chiediamo semplicemente che il lavoro di chi ogni giorno alza una saracinesca, garantisce un servizio e investe sul territorio venga raccontato per quello che è. E allora, anche per riportare la questione alla sua dimensione più concreta, la verifica è molto semplice: questa sera, alle 20,30, in piazza Mediterraneo e a Marina di Modica, il pane si potrà comprare. E anche un panino imbottito. Non è una polemica. È un fatto”.”

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