Due giorni in cui la provincia di Ragusa torna protagonista, a livello regionale, in tema di Medicina di Laboratorio. Per questo appuntamento sono attesi nel capoluogo ibleo, venerdì 23 e sabato 24 ottobre, accademici, biologi, laboratoristi, medici patologi clinici, tecnici sanitari di laboratorio biomedico ed infermieri per un aggiornamento scientifico trasversale volto a fare incontrare ricerca […]
Manovra Ars da 150 milioni ai Comuni, da Pozzallo parte l’attacco e anche l’Anci si mostra critico
23 Ott 2026 19:57
La manovra finanziaria appena approvata dall’Ars finisce sotto accusa dal municipio di Pozzallo. Il sindaco Roberto Ammatuna definisce la manovra «elettorale» e parla di 150 milioni di euro dei siciliani distribuiti «in modo clientelare e senza un criterio» ai Comuni vicini ai parlamentari della maggioranza e ad alcuni enti ecclesiastici.
Secondo il testo, si tratta di una manovra scandalosa, voluta da una maggioranza che teme di affrontare la campagna elettorale del prossimo anno e di presentare il bilancio di una legislatura giudicata fallimentare. Dal Comune sottolineano che non si possono distribuire tanti finanziamenti senza criteri e soltanto agli amici dei parlamentari, e avvertono del rischio di alterare la libera competizione elettorale democratica.
Alla fine il sindaco Ammatuna invoca un cambio di passo: «Oggi più che mai è necessaria una svolta nella politica regionale – afferma – senza la quale la nostra splendida Sicilia è destinata al sottosviluppo».
Sulla necessità di pensare in modo adeguato ai Comuni interviene anche l’ANCI Sicilia, l’associazione che raggruppa i Comuni.
Contributi ai Comuni, Anci Sicilia boccia il metodo: “Basta fondi frammentati, servono risorse certe per tutti”
Non è il singolo finanziamento a essere messo in discussione, ma il sistema con cui le risorse vengono distribuite ai Comuni siciliani. Anci Sicilia interviene nel dibattito sul Fondo investimenti territoriali e chiede alla Regione di superare la logica degli interventi frammentati, garantendo invece risorse ordinarie, criteri trasparenti e maggiore autonomia agli enti locali.
A prendere posizione sono il presidente di Anci Sicilia Paolo Amenta e il segretario generale Mario Emanuele Alvano, che rivendicano una linea già sostenuta nel corso dell’intera legislatura.
«Abbiamo rivendicato il diritto di tutti i territori a ricevere risorse adeguate anche quando erano meno numerose le voci che lo affermavano. Continuiamo a farlo con la stessa coerenza, nell’interesse di tutti i Comuni e dei loro cittadini».
Il tema è quello dei contributi territoriali inseriti nella manovra regionale e delle modalità attraverso le quali vengono individuati gli interventi da finanziare.
Anci Sicilia non nega che molte opere possano rispondere a esigenze reali delle comunità, ma sposta l’attenzione sul metodo.
«I singoli interventi possono rispondere a esigenze reali, ma resta il problema del metodo con cui si distribuiscono le risorse – spiegano Amenta e Alvano – Occorre garantire a ogni Comune la possibilità di programmare e scegliere come rispondere ai bisogni della propria comunità, evitando che il luogo in cui si vive determini una disparità nelle opportunità e nei servizi».
Il punto, quindi, è evitare che la capacità di ottenere un finanziamento dipenda dalla forza politica o dai rapporti istituzionali di un singolo territorio.
Secondo l’associazione dei Comuni siciliani, le risorse dovrebbero essere ricondotte soprattutto ai canali ordinari di finanziamento, a partire dal Fondo delle autonomie locali e dal Fondo per gli investimenti.
Servono, secondo Anci Sicilia, criteri di riparto definiti, tempi certi per l’erogazione e una distribuzione capace di tenere conto delle necessità effettive dei territori.
«Valorizzare l’autonomia significa riconoscere ai Comuni la responsabilità e gli strumenti per decidere come impiegare al meglio le risorse. Finanziamenti frammentati e occasionali rendono più difficile questa scelta e indeboliscono la capacità di programmare».
Anci Sicilia chiede inoltre un confronto istituzionale più stabile tra Regione ed enti locali e torna a rilanciare l’istituzione del Consiglio delle autonomie locali, organismo già previsto in altre regioni e che dovrebbe rappresentare un luogo permanente di confronto tra i diversi livelli istituzionali.
Sul tavolo c’è anche il tema delle risorse disponibili grazie all’avanzo regionale.
«Le importanti disponibilità derivanti dall’avanzo regionale – sottolinea Amenta – offrono l’occasione per un’operazione strategica condivisa con i Comuni».
La richiesta, dunque, è quella di trasformare una disponibilità finanziaria importante in un meccanismo strutturale di sostegno agli enti locali, evitando una distribuzione fondata su singoli interventi e finanziamenti occasionali.
Una posizione destinata ad alimentare ulteriormente il confronto politico sulla gestione delle risorse regionali e sul rapporto tra Palermo e i territori, in una fase in cui molti Comuni siciliani chiedono soprattutto certezza dei trasferimenti e maggiore capacità di programmazione.
© Riproduzione riservata