L’ex sindaco di Vittoria, Giovanni Moscato rompe il silenzio: “Mi candido solo se ci saranno le condizioni. Hanno paura del mio ritorno”

A dieci anni dalla nascita della lista civica “Se la ami la cambi”, Giovanni Moscato torna al centro della scena politica cittadina e non nasconde che un suo ritorno a palazzo Iacono è tutt’altro che un’ipotesi remota. «Non sono mai scappato davanti alle responsabilità», dice l’ex sindaco, lasciando intendere che, in presenza delle “condizioni adatte”, la sua candidatura alle prossime amministrative potrebbe concretizzarsi.

Era il 2016 quando, a 39 anni, riuscì a battere Francesco Aiello, riportando il centrodestra alla guida della città dopo quasi mezzo secolo di egemonia della sinistra. Oggi, a 49 anni, Moscato si definisce più temprato, segnato da “ferite non del tutto cicatrizzate” ma pronto a rimettersi in gioco. Sullo sfondo resta il nodo dell’incandidabilità e il ricorso pendente davanti alla Corte d’Appello di Catania, per il quale si attende una decisione entro fine anno.

Nel frattempo, il suo nome agita le acque della politica locale. Dentro Fratelli d’Italia e nella coalizione di centrodestra circolano anche altri profili – da Alfredo Vinciguerra a Valeria Zorzi, fino ad Andrea Nicosia – ma Moscato rivendica una leadership che, a suo dire, nascerebbe dal consenso popolare. «Al bar o al market mi chiedono di tornare», afferma rispondendo alle domande del quotidiano La Sicilia in un articolo a firma di Giuseppe La Lota, convinto che una sua candidatura metterebbe in difficoltà l’attuale maggioranza.

L’ex primo cittadino non risparmia critiche all’amministrazione in carica: dalla gestione della crisi idrica alle opere pubbliche rimaste incompiute, fino alle promesse elettorali che definisce “disattese”. Parla di “anni persi” – cinque con l’attuale sindaco e tre con la commissione straordinaria – e accusa la maggioranza di reggere “senza un progetto”.

Non manca un passaggio sullo scioglimento del Comune e sull’audizione in Commissione Antimafia, convocata su impulso del senatore Salvo Sallemi. Moscato ribadisce la necessità di riformare l’articolo 143 del Testo unico degli enti locali, ritenuto eccessivamente discrezionale. «Non è stato uno sfogo, ma un confronto tecnico», precisa.

Intanto il centrodestra prova a ricompattarsi a livello provinciale, tra tavoli ancora “zoppi” e alleanze variabili nei diversi Comuni. Moscato si dice fiducioso ma avverte: «Chi sta nel centrodestra deve dimostrare coerenza».

La partita, dunque, è appena iniziata. E se da un lato l’ex sindaco non scioglie ancora la riserva, dall’altro lancia un messaggio chiaro agli avversari: il suo eventuale ritorno non sarebbe solo una candidatura, ma una resa dei conti politica.

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