Riparte martedì 7 aprile “Salute a Bordo”, la campagna itinerante di screening promossa dall’ASP di Ragusa con l’obiettivo di avvicinare i servizi di prevenzione ai cittadini dei dodici comuni iblei. Dopo il successo registrato lo scorso dicembre, l’iniziativa torna sulle strade del territorio con un motorhome attrezzato che porterà informazione, esami e servizi direttamente nelle […]
Nel girone del Covid, la storia di una cittadina imprigionata a casa da virus e burocrazia
12 Gen 2022 17:47
Riceviamo e volentieri pubblichiamo una lettera inviataci in redazione da una cittadina della provincia di Ragusa che, come tante, si trova a vivere in una situazione assurda a causa del contagio da covid.
Abbiamo ritenuto importante non censurare in nessun punto la lettera e di dare così voce, attraverso questa storia, a tanti cittadini che al momento si sentono “dimenticati”.
Gentilissima Redazione di RagusaOggi,
mi permetto di scriverVi, io cittadina ragusana qualsiasi, ed in forma privata, poiché non amo esprimermi a voce alta, né dare vita a polemiche sterili. Ho letto con sommo interesse il Vostro articolo dell’11 gennaio dal titolo: “Positivi a Ragusa, il sindacato ISA: ”Reclusi in casa senza nessuna comunicazione, disastro della sanità”. Il mio è intento è quello non certo di tediare l’interlocutore con il racconto della mia vicenda personale, che certamente è di scarso interesse, ma soltanto di contribuire suggerendo sommessamente qualche spunto ad un uditore attento e qualificato qual è, certamente, il Vostro Giornale.
Sono una degli oltre 5000 malcapitati che, malgrado i vaccini, hanno contratto l’odioso morbo del secolo; io, che sono risultata positiva proprio al test che eseguivo in via precauzionale per sottopormi, subito dopo, alla somministrazione della terza dose. E invece…
Ebbene, il mio isolamento è iniziato il 28 dicembre, coinvolgendo per forza di cose anche i miei familiari conviventi. Per giorni ho lottato con attese telefoniche di almeno 1 ora e mezza prima di ottenere un colloquio con operatore al tanto vantato numero dedicato per l’Assistenza Covid. Non minori le attese quotidiane per contattare i medici di base e il pediatra che ringrazio sempre perché, da anni in trincea, e però sempre squisitamente pazienti e disponibili con gli assistiti sono anch’essi vittime – e dico ciò con profonda convinzione – di questo sistema totalmente inefficiente; anche i nostri medici di famiglia sono particolarmente oberati, quando non anch’essi in quarantena o malattia.
Non essendo riuscita a farmi autorizzare privatamente al prelievo di controllo, come sembrava possibile in base alle nuove disposizioni di fine anno, sono riuscita ad ottenere il prelievo USCA per l’8 gennaio. Già mi sembrava di avere ottenuto un risultato importante, ma mi illudevo. Da allora, ancora attendo gli esiti, nonostante mille telefonate e mail. I referti non esistono. Non sono processati. USCA ne ha troppi. E comunque non sarei in grado di controllarli io stessa al portale, perché non sono stata registrata come utente covid.
Preso atto della situazione, stamane, con somma sorpresa, mi accorgo del comunicato pubblicato sul sito ASP oggi stesso, alla voce “Covid19 – Nuove disposizioni 2022 per i cittadini”.
Leggo attentamente il comunicato, con estremo interesse, alla ricerca delle risposte che da giorni invano rivolgo a destra e a manca, ottenendo risposte varie e fuorvianti dagli stessi addetti ASP. Avverto un certo fastidio nell’ammettere che i miei dubbi, ben lontani dall’essere sciolti, si sono ingigantiti. Che succede se USCA non fissa l’appuntamento, o non provvede a refertare i tamponi nei tempi indicati? Che succede al paziente Covid se, dopo un primo tampone positivo, USCA non effettua un secondo tampone, un terzo ecc. in tempi ragionevoli, e cioè compatibili con i tempi di chi magari, come me, svolge un lavoro autonomo o una professione, e non può permettersi fermi lavorativi a data da destinarsi? Che succede se, ad esempio alla scadenza dei 21 giorni, l’ ”Autorità sanitaria” non detta al cittadino alcuna indicazione? Ma davvero non riavrò il green pass, se USCA ritarda?
E’ legittimo il dubbio della mala fede con cui ASP pare continuare a eludere le domande che tutti i cittadini come me continuano a porre.
Non voglio certo accusare i medici e gli operatori di USCA che, sono certa, sono al lavoro disperatamente e con enorme senso del dovere; ma il disservizio è palese ed è gravissimo; e qualcuno, certo, dovrà assumersene la responsabilità, organizzativa e politica, dinanzi alla collettività.
Spero, sinceramente, che possiate trovare la questione di qualche interesse. E che, nel caso, possiate usare il potere dell’interlocutore qualificato per pretendere quelle risposte che io, donna comune, non riesco a trovare, ogni giorno di più assalita dalla sgradevole e disperante impressione di trovarmi davanti ad un muro di gomma.
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