L’Etna in danza di fuoco: la notte che il vulcano parlò alle stelle

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La notte del 27 febbraio 2025, l’Etna si è trasformato in un’opera vivente. Dalla Strada Milia, a Ragalna (CT), l’astrofotografo Gianni Tumino ha immortalato l’attività stromboliana del vulcano con un’abilità tecnica che trascende la semplice documentazione per diventare poesia visiva.

Nell’immagine, l’Etna non è solo un colosso di pietra e magma, ma un’entità quasi animata che respira e si muove con il ritmo del cosmo. Le esplosioni incandescenti, catturate con esposizioni multiple di 14 secondi ciascuna, disegnano archi di fuoco che si innalzano come scintille di un’antica forgia divina. Il cielo, attraversato da scie di stelle, sembra quasi fermarsi per osservare il respiro del vulcano, in una danza silenziosa tra terra e universo.

Le condizioni tecniche della ripresa – una Canon EOS R Mirrorless, un teleobiettivo Canon RF 70-200mm @ 180mm f/8, ISO 6400 – hanno permesso di rivelare dettagli che l’occhio umano non potrebbe cogliere: il contrasto tra il buio siderale e il bagliore lavico, la texture delle colate che scivolano lungo il pendio innevato, la silhouette spoglia degli alberi che incorniciano la scena, come testimoni attoniti di un evento senza tempo.

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