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L’Etna blocca Catania e la Regione rilancia Comiso: “Servono più capacità e operatività”
11 Ago 2026 15:51
L’eruzione dell’Etna torna a mettere alla prova il sistema aeroportuale siciliano e, con la chiusura o la forte limitazione dell’operatività dello scalo di Catania-Fontanarossa, l’aeroporto di Comiso entra nuovamente al centro della strategia regionale. La Regione Siciliana ha annunciato nuove risorse per potenziare il “Pio La Torre”, ritenuto un’infrastruttura strategica per rafforzare la capacità di risposta dell’Isola alle emergenze legate al vulcano.
L’annuncio arriva mentre prosegue la gestione dell’emergenza provocata dalla nuova attività eruttiva dell’Etna e dalla conseguente presenza di cenere vulcanica nell’atmosfera. La Regione ha messo in campo collegamenti straordinari su gomma e ferro per ridurre i disagi ai passeggeri rimasti coinvolti nelle cancellazioni e nei dirottamenti.
Oltre 100 autobus speciali e cinque treni Palermo-Catania
A fare il punto sulle misure adottate è l’assessore regionale alle Infrastrutture e alla mobilità Alessandro Aricò. “Dall’inizio dell’emergenza a oggi – spiega – abbiamo già organizzato oltre 100 corse speciali di autobus”, alle quali si sono aggiunti i collegamenti ordinari predisposti dalle compagnie aeree da e verso gli aeroporti di Palermo e Trapani.
La Regione ha inoltre lavorato con Trenitalia per attivare cinque treni speciali sulla tratta Palermo-Catania. Una misura pensata per offrire un’alternativa concreta ai passeggeri costretti a modificare il proprio itinerario a causa dell’emergenza.
A partire da oggi è stata prevista anche un’ulteriore agevolazione: i passeggeri in possesso di un biglietto aereo con destinazione Catania, nel caso siano stati dirottati sul capoluogo siciliano, potranno utilizzare gratuitamente i collegamenti ferroviari ordinari in partenza da Palermo mostrando semplicemente il titolo di viaggio del volo.
Schifani: “Potenziare il sistema aeroportuale siciliano”
Il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani sottolinea come l’emergenza abbia reso necessario intervenire immediatamente, ma anche come la situazione imponga una riflessione più ampia sulla rete aeroportuale dell’Isola.
“La Regione è intervenuta fin dalle prime ore dell’emergenza per garantire soluzioni alternative e ridurre al minimo i disagi per i passeggeri”, afferma Schifani, evidenziando il rafforzamento dei collegamenti su gomma e ferro verso gli altri aeroporti siciliani.
Ma l’obiettivo, secondo il presidente, deve andare oltre la gestione dell’emergenza: “Questa emergenza conferma la necessità di potenziare ulteriormente il sistema aeroportuale dell’Isola e, in particolare, lo scalo di Comiso, sul quale abbiamo deciso di investire nuove risorse per aumentarne capacità e operatività”.
Perché Comiso non può assorbire oggi il traffico di Catania
Il punto più delicato riguarda proprio la capacità dell’aeroporto “Pio La Torre” di Comiso di diventare uno scalo alternativo in caso di emergenza a Catania.
Aricò chiarisce che, nonostante la vicinanza geografica, l’aeroporto ibleo non è attualmente in grado di assorbire i volumi di traffico che deriverebbero da una sospensione o da una forte limitazione delle attività a Fontanarossa.
Il motivo indicato dalla Regione è soprattutto infrastrutturale: lo scalo di Comiso dispone attualmente di sei piazzole di sosta per gli aeromobili. Una dotazione che, secondo l’assessore, non sarebbe sufficiente a gestire il numero di aerei necessario per garantire la piena operatività dei collegamenti in una situazione di emergenza.
Nuove risorse per l’aeroporto di Comiso
È proprio partendo da questa criticità che la Giunta regionale ha deciso di intervenire. Nel corso della seduta odierna, su proposta del presidente Schifani, è stato approvato all’unanimità un indirizzo per individuare nuove risorse finanziarie da destinare al potenziamento dell’aeroporto di Comiso.
Gli investimenti si aggiungeranno a quelli già destinati all’area cargo e saranno finalizzati ad aumentare la capacità e l’operatività dello scalo ibleo.
L’obiettivo è quindi costruire una maggiore capacità di risposta per il futuro, rendendo Comiso più attrezzato a sostenere il sistema aeroportuale siciliano anche nelle situazioni straordinarie.
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