Ecco le reazioni politiche sul dissesto del Comune di Modica


Tante, numerose e tutte critiche nei confronti dell’Amministrazione comunale di Modica. La questione è quella dell’annunciato dissesto del Comune (il sindaco ha intanto annunciato nuovo ricorso) e le critiche politiche non mancano.

Per Vito D’Antona di Sinistra Italia “le due ultime deliberazioni della corte dei Conti che decretano il dissesto finanziario del Comune di Modica rappresentano un micidiale colpo alla città. Con queste pronunce, che seguono altre delibere che in questi tre anni hanno richiamato inutilmente l’Amministrazione Comunale a rispettare il Piano di Riequilibrio, approvato in via definitiva nel 2015, rappresentano, come andiamo dicendo da tempo, il fallimento della politica finanziaria di Abbate. Dopo l’approvazione del Piano di Riequilibrio, il precipitare degli eventi è interamente maturato durante l’Amministrazione Abbate; la sua arroganza e l’uso dei numeri in Consiglio Comunale per fare approvare atti contrari ad una politica di risanamento, coniugata con inadeguatezza istituzionale manifestata nei rapporti con la Corte dei Conti, fino al punto da farci deferire alla Procura della Repubblica di Ragusa, hanno condotto alla situazione in cui ci troviamo. In questi anni siamo stati continuamente attaccati per avere criticato scelte finanziarie che oggi sono la base delle cause del dissesto dettate dalla Corte; Abbate non ha saputo cogliere le opportunità offerte da un Piano di Riequilibrio approvato e da 64 milioni di euro, ereditati dall’Amministrazione Buscema”.

Per Articolo 1 -Mdp “questo fatto rappresenta il risultato dell’azione politico-amministrativa del Sindaco Abbate, il quale ha deliberatamente disatteso gli impegni assunti con il piano di riequilibrio del 2012, come rimodulato dallo stesso Abbate, per ben tre volte tra il 2013 e il 2014, oltre ad avere platealmente ignorato tutte le sollecitazioni e le censure formulate dalla Corte dei Conti con le diverse deliberazioni degli ultimi due anni. Oggi, anche la beffa di un ulteriore giudizio di impugnazione, la cui unica certezza è costituita dalle relative spese legali a carico dei modicani. Lungi dall’ipotizzare una concomitante forma di delirio di onnipotenza, non possiamo non stigmatizzare che la condotta del primo cittadino, riducendo la la questione finanziaria a mero fatto numerico, piuttosto che di Visione Politica, denuncia la sua totale inadeguatezza al ruolo che gli è stato affidato”.

Per il Partito Democratico di Modica “era solo una questione di tempo e quel tempo è arrivato inesorabilmente a sancire quello che tutti sapevamo da tempo. Come forza politica che ha a cuore le sorti della propria città, non avremmo certamente voluto commentare il funerale economico e finanziario della nostra comunità perché il nostro auspicio è stato sempre quello di poter dire che c’eravamo sbagliati. L’ultima nota della Corte dei Conti ci ha messo di fronte alla dura e cruda realtà. A quanto pare solo il sindaco, attraverso mistificazioni e artefatti (non ultima la vicenda delle dimissioni fantasma del suo assessore “congelato” al bilancio), non è riuscito a vedere in tutta la sua drammaticità. Con un patetico tentativo di arrampicarsi sugli specchi, il primo cittadino tuttora minimizza l’accaduto promettendo inutili e dispendiosi ricorsi (tanto paghiamo noi cittadini…) e tenta di far credere che il severo giudizio della corte si riferisca a fatti antecedenti la sua amministrazione”.

Per il Movimento 5 Stelle di Modica “Era solo una questione di tempo e quel tempo è arrivato inesorabilmente a sancire quello che tutti sapevamo da tempo. Come forza politica che ha a cuore le sorti della propria città, non avremmo certamente voluto commentare il funerale economico e finanziario della nostra comunità perché il nostro auspicio è stato sempre quello di poter dire che c’eravamo sbagliati. L’ultima nota della Corte dei Conti ci ha messo di fronte alla dura e cruda realtà. A quanto pare solo il sindaco, attraverso mistificazioni e artefatti (non ultima la vicenda delle dimissioni fantasma del suo assessore “congelato” al bilancio), non è riuscito a vedere in tutta la sua drammaticità. Con un patetico tentativo di arrampicarsi sugli specchi, il primo cittadino tuttora minimizza l’accaduto promettendo inutili e dispendiosi ricorsi (tanto paghiamo noi cittadini…) e tenta di far credere che il severo giudizio della corte si riferisca a fatti antecedenti la sua amministrazione”.

Per Ivana Castello consigliere comunale Pd “La Corte dei conti ha manifestato, sopratutto nella parte finale della legislatura, chiari segni di irritazione. E’ stata, posso anche sbagliare, infastidita dal comportamento del sindaco. Il suo (della Corte) sentimento di collaborazione, probabilmente, è stato travisato e lei lo ha capito. Fissava udienze e il sindaco non era disponibile; consigliava l’assunzione di precisi interventi e regolarmente non se ne faceva nulla; fissava delle scadenze e non venivano rispettate; suggeriva al Collegio dei revisori maggiore attenzione nelle analisi di bilancio e anche quest’attenzione sembrava rarefarsi. Il clima determinato dal sindaco era il meno opportuno per un lavoro costruttivo in grado di portare il Comune fuori della crisi finanziaria. Ricordo con quanto disappunto la Corte gli ha ingiunto di restituire (alla Cassa Depositi e Prestiti) i fondi ex d.l. 35/2013, utilizzati in modo distorto. Ricordo l’irritazione con cui è stata costretta ad osservare che gli adempimenti intermedi, assolutamente necessarii, erano stati ignorati. Alla fine il risultato è stata una convinzione, per nulla gratuita, sfociata nella dichiarazione di avvio del dissesto finanziario”.

 

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