Le elezioni a Vittoria? Ci saranno. Nel Decreto Ristori pubblicato in Gazzetta Ufficiale scompare l'ipotesi di rinvio - Ragusa Oggi

Le elezioni a Vittoria? Ci saranno. Nel Decreto Ristori pubblicato in Gazzetta Ufficiale scompare l’ipotesi di rinvio


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Le elezioni a Vittoria? Ci saranno. Nel Decreto Ristori pubblicato in Gazzetta Ufficiale scompare l’ipotesi di rinvio
Politica
29 ottobre 2020 14:55

Le elezioni a Vittoria ci saranno. Nel decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale, infatti, non si fa più riferimento ad un possibile rinvio così come era stato scritto in bozza. Ma il fatto che oggi Vittoria conta 410 contagi, fa pensare che tutto può accadere e che fino all’ultimo minuto le elezioni resteno in bilico.

Domenica 22 e lunedi’ 23 novembre, dunque,  si votera’ regolarmente (con eventuale ballottaggio il 6 e 7 dicembre) a Casabona e Crucoli, in provincia di Crotone, e a Delianuova e Siderno, in provincia di Reggio Calabria. Si vota anche in due comuni sciolti per mafia, a Vittoria e San Biagio Platani, in provincia di Agrigento: ma in questo caso a decidere sulla data e’ la Regione Sicilia.

Nei giorni scorsi era circolata insistentemente l’ipotesi di un rinvio, corroborata da una bozza del cosiddetto ‘decreto ristori’ che, all’articolo 27, prevedeva che, proprio “in considerazione della situazione epidemiologica”, il voto nei comuni in questione sarebbe stato procrastinato e si sarebbe svolto “contestualmente al turno ordinario di elezioni comunali del primo semestre 2021, consentendo l’integrale rinnovo del procedimento di presentazione di tutte le liste e candidature a sindaco e a consigliere comunale”.

Nella versione definitiva del decreto pero’ dell’articolo non c’e’ traccia. Al Viminale ritengono che l’appuntamento elettorale, come del resto accaduto gia’ a settembre con il referendum e le amministrative, possa svolgersi in sicurezza.

A contribuire alla decisione il fatto che ad essere chiamato alle urne, complessivamente, e’ un numero limitato di elettori e che nelle aree interessate, come confermato anche dai prefetti, non si registrano situazioni di particolare criticita’ dal punto di vista sanitario.

Tra l’altro si tratta di amministrazioni da tempo commissariate: le norme che regolano gli scioglimenti prevedono che il tetto di 18 mesi possa essere prorogato di ulteriori 6 e fino ad un massimo di 24 “solo in casi eccezionali” ma per Siderno, ad esempio, ne sono trascorsi gia’ 27.


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