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Lavoro, il conto lo pagano le donne: disoccupazione più alta nel Ragusano. Ecco i Comuni più colpiti
21 Gen 2026 10:51
Sono 37.329 i cittadini disoccupati iscritti in conservazione ordinaria nella provincia di Ragusa, nella fascia d’età compresa tra i 18 e i 67 anni. È il dato più significativo che emerge dalla Relazione Statistica Occupazione 2025 elaborata dall’Osservatorio CGIL Ragusa, un report che restituisce l’immagine di un territorio ancora in difficoltà, segnato da disuguaglianze profonde e da un persistente divario di genere.
Nel dettaglio, i disoccupati uomini sono 17.478, pari al 46,8%, mentre le donne senza lavoro risultano 19.851, il 53,2% del totale. Il gap di genere è di 2.373 unità, con una media provinciale che registra 114 donne disoccupate ogni 100 uomini.
CGIL: «Ripresa economica che non diventa lavoro stabile»
«Questi numeri raccontano una provincia che fatica ancora a trasformare la ripresa economica in occupazione stabile e di qualità», commenta il segretario provinciale della CGIL, Giuseppe Roccuzzo. «A preoccupare non è solo il dato assoluto, ma la sua distribuzione diseguale e il peso che continua a gravare sulle donne, troppo spesso escluse o espulse dal mercato del lavoro».
Oltre il 43% della disoccupazione concentrata tra Vittoria e Ragusa
L’analisi territoriale evidenzia una forte concentrazione del fenomeno in pochi centri urbani. Oltre il 43% della disoccupazione provinciale è infatti concentrata nei soli comuni di Vittoria e Ragusa, dato calcolato sul numero complessivo dei disoccupati iscritti in conservazione ordinaria e non in rapporto alla popolazione residente.
Vittoria conta 8.493 disoccupati, pari al 22,7% del totale provinciale, seguita da Ragusa con 7.761 disoccupati (20,8%) e da Modica con 5.792 (15,5%). I primi tre comuni arrivano così a sfiorare il 60% dell’intera disoccupazione provinciale, con 22.046 persone senza lavoro. All’estremo opposto si collocano i comuni più piccoli come Giarratana e Monterosso Almo, dove i numeri sono più contenuti anche in relazione alla minore densità demografica.
«Questa concentrazione – sottolinea Roccuzzo – dimostra che le politiche del lavoro non possono essere uniformi: servono interventi mirati, calibrati sulle specificità economiche e sociali dei singoli territori».
Divario di genere diffuso, con punte critiche in alcuni comuni
Il report mette in evidenza un divario di genere strutturale, seppur non omogeneo. In quasi tutti i comuni della provincia le donne disoccupate superano gli uomini, con situazioni particolarmente critiche a Giarratana, dove le donne sono quasi il doppio rispetto agli uomini, e a Pozzallo, che registra il più marcato squilibrio tra i centri medio-grandi, con circa 400 donne disoccupate in più.
Quadri più equilibrati si osservano a Santa Croce Camerina e Scicli, mentre Ispica rappresenta l’unica eccezione in provincia, con 87 uomini disoccupati in più rispetto alle donne.
«Il gender gap occupazionale – afferma il segretario della CGIL – non è un dato neutro: è il risultato di scelte economiche, culturali e sociali che continuano a penalizzare le donne, soprattutto nei territori dove mancano servizi, welfare e opportunità di lavoro stabile».
«I numeri raccontano persone e futuri sospesi»
«Serve una strategia di lungo periodo – conclude Giuseppe Roccuzzo – capace di coniugare formazione e reali esigenze produttive del territorio, superando il metodo del click-day che spesso non intercetta i fabbisogni reali del mercato del lavoro. Occorre mettere al centro il lavoro dignitoso, superare le disuguaglianze e restituire prospettive concrete a migliaia di famiglie. I numeri non sono fredde statistiche: dietro ogni dato c’è una persona, una storia, un futuro sospeso».
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