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Lavori di scerbatura nelle aree archeologiche iblee. Finalmente
27 Lug 2025 13:53
di Pinella Drago – Iniziati venerdì scorso continueranno a partire da domani per concludersi non appena tutte le aree archeologiche dei Parchi saranno ripulite. Dalle aree archeologiche di Santa Croce Camerina a quelle del Parco di Kamarina e di Cava Ispica. Piene di erbacce, secche e spinose, sono apparsi quasi inaccessibili proprio in questi mesi estivi quando la richiesta è maggiore. E maggiore dovrebbe essere l’offerta. L’esecuzione dei lavori è in carico all’Ufficio Servizio 15 per il territorio di Ragusa del Dipartimento regionale sviluppo rurale e territoriale, l’ex Azienda foreste demaniali. E’ una legge regionale del 2013 a stabilire che tali lavori vengano eseguiti da questo ufficio seguendo un ruolino di marcia fatto di priorità. Priorità che viene indicata dagli uffici territoriali del Dipartimento beni culturali. Priorità, però, che segue quella di forte impatto quale i lavori di manutenzione e ripulitura dei viali parafuoco nei boschi demaniali.
Intervento, sui viali parafuoco dei boschi demaniali, che sono stati ultimati. Si inizia così con la ripulitura delle aree archeologiche.
“Appare spesso che la pulizia delle aree archeologiche venga stranamente posticipata rispetto a quando sarebbe opportuno eseguirla – spiega il dirigente dell’ex azienda forestale, Tullio Serges – è necessario ribadire con forza che la ex Azienda Foreste ha il giustificato obbligo di realizzare la manutenzione dei viali parafuoco prima di ogni altra necessità. I lavori preventivati da altri Uffici vengono eseguiti nel più breve tempo possibile anche se sarebbe da auspicare che tali azioni fossero condotte dagli Uffici direttamente interessati: Soprintendenze e Parchi archeologici. Questi, se non con personale bracciantile proprio del quale non dispongono, potrebbero programmare di eseguire i lavori di scerbatura e pulizia complessiva delle aree archeologiche affidandoli, nei tempi corretti, a ditte che potrebbero eseguirli con eguale competenza ed efficacia del personale forestale, come detto impegnato contemporaneamente in altre azioni. Senza, quindi, attendere un intervento esterno, che all’utente può, inspiegabilmente, apparire effettuato in ritardo. In tale modo, non si graverebbe sul computo complessivo di giornate lavorative a carico alla ex Azienda Foreste Demaniali, che vede ogni anno decurtato per tale ragione il monte ore complessivo sfruttabile per i lavori selvicolturali che i propri operai devono eseguire nei boschi Demaniali, Al tempo stesso, le aree archeologiche tornerebbero al loro splendore nei tempi corretti. Anche quest’anno – conclude Tullio Serges – vedremo le aree archeologiche ripulite in ritardo per la singolare scelta, fatta diversi anni fa, di impiegare per l’esecuzione di questi lavori personale che andrebbe dedicato ad altre attività. Quando altri Uffici potrebbero ovviare alle proprie necessità gestendole in maniera autonoma. Come sarebbe da tutti, utenti e turisti, sicuramente auspicabile”.
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